La Bibbia
Giobbe - Capitolo 1
| Giobbe 1 |
| 1 C’era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest’uomo era integro e retto; temeva Iddio e fuggiva il male. |
| 2 Gli erano nati sette figliuoli e tre figliuole; |
| 3 possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di bovi, cinquecento asine e una servitù molto numerosa. E quest’uomo era il più grande di tutti gli Orientali. |
| 4 I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. |
| 5 E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d’essi, perché diceva: ‘Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro’. E Giobbe faceva sempre così. |
| 6 Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all’Eterno, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro. |
| 7 E l’Eterno disse a Satana: ‘Donde vieni?’ E Satana rispose all’Eterno: ‘Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa’. |
| 8 E l’Eterno disse a Satana: ‘Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male’. |
| 9 E Satana rispose all’Eterno: ‘È egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio? |
| 10 Non l’hai tu circondato d’un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. |
| 11 Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia’. |
| 12 E l’Eterno disse a Satana: ‘Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona’. - E Satana si ritirò dalla presenza dell’Eterno. |
| 13 Or accadde che un giorno, mentre i suoi figliuoli e le sue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore, giunse a Giobbe un messaggero a dirgli: |
| 14 ‘I buoi stavano arando e le asine pascevano lì appresso, |
| 15 quand’ecco i Sabei son piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. |
| 16 Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. |
| 17 Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘I Caldei hanno formato tre bande, si son gettati sui cammelli e li han portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. |
| 18 Quello parlava ancora quando ne giunse un altro a dire: ‘I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore; |
| 19 ed ecco che un gran vento, venuto dall’altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, ch’è caduta sui giovani; ed essi sono morti; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. |
| 20 Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: |
| 21 ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno’. |
| 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto. |
| Giobbe 2 |
| 1 Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all’Eterno, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro a presentarsi davanti all’Eterno. |
| 2 E l’Eterno disse a Satana: ‘Donde vieni?’ E Satana rispose all’Eterno: ‘Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa’. E l’Eterno disse a Satana: |
| 3 ‘Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m’abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo’. |
| 4 E Satana rispose all’Eterno: ‘Pelle per pelle! L’uomo dà tutto quel che possiede per la sua vita; |
| 5 ma stendi un po’ la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia’. |
| 6 E l’Eterno disse a Satana: ‘Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita’. |
| 7 E Satana si ritirò dalla presenza dell’Eterno e colpì Giobbe d’un’ulcera maligna dalla pianta de’ piedi al sommo del capo; e Giobbe prese un còccio per grattarsi, e stava seduto nella cenere. |
| 8 E sua moglie gli disse: ‘Ancora stai saldo nella tua integrità? |
| 9 Ma lascia stare Iddio, e muori!’ |
| 10 E Giobbe a lei: ‘Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare il male?’ - In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra. |
| 11 Or tre amici di Giobbe, Elifaz di Teman, Bildad di Suach e Tsofar di Naama, avendo udito tutti questi mali che gli eran piombati addosso, partirono, ciascuno dal suo paese e si misero d’accordo per venire a condolersi con lui e a consolarlo. |
| 12 E, levati gli occhi da lontano, essi non lo riconobbero, e alzarono la voce e piansero; si stracciarono i mantelli e si cosparsero il capo di polvere gittandola verso il cielo. |
| 13 E rimasero seduti per terra, presso a lui, sette giorni e sette notti; e nessuno di loro gli disse verbo, perché vedevano che il suo dolore era molto grande. |
| Giobbe 3 |
| 1 Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. |
| 2 E prese a dire così: |
| 3 Perisca il giorno ch’io nacqui e la notte che disse: ‘È concepito un maschio!’ |
| 4 Quel giorno si converta in tenebre, non se ne curi Iddio dall’alto, né splenda sovr’esso raggio di luce! |
| 5 Se lo riprendano le tenebre e l’ombra di morte, resti sovr’esso una fitta nuvola, le ecclissi lo riempian di paura! |
| 6 Quella notte diventi preda d’un buio cupo, non abbia la gioia di contar tra i giorni dell’anno, non entri nel novero de’ mesi! |
| 7 Quella notte sia notte sterile, e non vi s’oda grido di gioia. |
| 8 La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell’evocare il drago. |
| 9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non miri le palpebre dell’alba, |
| 10 poiché non chiuse la porta del seno che mi portava, e non celò l’affanno agli occhi miei. |
| 11 Perché non morii nel seno di mia madre? Perché non spirai appena uscito dalle sue viscere? |
| 12 Perché trovai delle ginocchia per ricevermi e delle mammelle da poppare? |
| 13 Ora mi giacerei tranquillo, dormirei, ed avrei così riposo |
| 14 coi re e coi consiglieri della terra che si edificaron mausolei, |
| 15 coi principi che possedean dell’oro e che empiron d’argento le lor case; |
| 16 o, come l’aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce. |
| 17 Là cessano gli empi di tormentare gli altri. Là riposano gli stanchi, |
| 18 là i prigioni han requie tutti insieme, senz’udir voce d’aguzzino. |
| 19 Piccoli e grandi sono là del pari, e lo schiavo è libero del suo padrone. |
| 20 Perché dar la luce all’infelice e la vita a chi ha l’anima nell’amarezza, |
| 21 i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano più che i tesori nascosti, |
| 22 e si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba? |
| 23 Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio? |
| 24 Io sospiro anche quando prendo il mio cibo, e i miei gemiti si spandono com’acqua. |
| 25 Non appena temo un male, ch’esso mi colpisce; e quel che pavento, mi piomba addosso. |
| 26 Non trovo posa, né requie, né pace, il tormento è continuo! |
| Giobbe 4 |
| 1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: |
| 2 Se provassimo a dirti una parola ti darebbe fastidio? Ma chi potrebbe trattener le parole? |
| 3 Ecco tu n’hai ammaestrati molti, hai fortificato le mani stanche; |
| 4 le tue parole hanno rialzato chi stava cadendo, hai raffermato le ginocchia vacillanti; |
| 5 e ora che il male piomba su te, tu ti lasci abbattere; ora ch’è giunto fino a te, sei tutto smarrito. |
| 6 La tua pietà non è forse la tua fiducia, e l’integrità della tua vita la speranza tua? |
| 7 Ricorda: quale innocente perì mai? e dove furono gli uomini retti mai distrutti? |
| 8 Io per me ho visto che coloro che arano iniquità e seminano tormenti, ne mietono i frutti. |
| 9 Al soffio di Dio essi periscono, dal vento del suo corruccio son consumati. |
| 10 Spenta è la voce del ruggente, sono spezzati i denti dei leoncelli. |
| 11 Perisce per mancanza di preda il forte leone, e restan dispersi i piccini della leonessa. |
| 12 Una parola m’è furtivamente giunta, e il mio orecchio ne ha còlto il lieve sussurro. |
| 13 Fra i pensieri delle visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, |
| 14 uno spavento mi prese, un tremore, che mi fece fremer tutte l’ossa. |
| 15 Uno spirito mi passò dinanzi, e i peli mi si rizzarono addosso. |
| 16 Si fermò, ma non riconobbi il suo sembiante; una figura mi stava davanti agli occhi e udii una voce sommessa che diceva: |
| 17 ‘Può il mortale esser giusto dinanzi a Dio? Può l’uomo esser puro dinanzi al suo Fattore? |
| 18 Ecco, Iddio non si fida de’ suoi propri servi, e trova difetti nei suoi angeli; |
| 19 quanto più in quelli che stanno in case d’argilla, che han per fondamento la polvere e son schiacciati al par delle tignuole! |
| 20 Tra la mattina e la sera sono infranti; periscono per sempre, senza che alcuno se ne accorga. |
| 21 La corda della lor tenda, ecco, è strappata, e muoion senza posseder la sapienza’. |
| Giobbe 5 |
| 1 Chiama pure! C’è forse chi ti risponda? E a qual dei santi vorrai tu rivolgerti? |
| 2 No, il cruccio non uccide che l’insensato e l’irritazione non fa morir che lo stolto. |
| 3 Io ho veduto l’insensato prender radice, ma ben tosto ho dovuto maledirne la dimora. |
| 4 I suoi figli van privi di soccorso, sono oppressi alla porta, e non c’è chi li difenda. |
| 5 L’affamato gli divora la raccolta, gliela rapisce perfino di tra le spine; e l’assetato gli trangugia i beni. |
| 6 Ché la sventura non spunta dalla terra né il dolore germina dal suolo; |
| 7 ma l’uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto. |
| 8 Io però vorrei cercar di Dio, e a Dio vorrei esporre la mia causa: |
| 9 a lui, che fa cose grandi, imperscrutabili, maraviglie senza numero; |
| 10 che spande la pioggia sopra la terra e manda le acque sui campi; |
| 11 che innalza quelli ch’erano abbassati e pone in salvo gli afflitti in luogo elevato; |
| 12 che sventa i disegni degli astuti sicché le loro mani non giungono ad eseguirli; |
| 13 che prende gli abili nella loro astuzia, sì che il consiglio degli scaltri va in rovina. |
| 14 Di giorno essi incorron nelle tenebre, in pien mezzodì brancolan come di notte; |
| 15 ma Iddio salva il meschino dalla spada della lor bocca, e il povero di man del potente. |
| 16 E così pel misero v’è speranza, mentre l’iniquità ha la bocca chiusa. |
| 17 Beato l’uomo che Dio castiga! E tu non isdegnar la correzione dell’Onnipotente; |
| 18 giacché egli fa la piaga, ma poi la fascia; egli ferisce, ma le sue mani guariscono. |
| 19 In sei distrette egli sarà il tuo liberatore e in sette il male non ti toccherà. |
| 20 In tempo di carestia ti scamperà dalla morte, in tempo di guerra dai colpi della spada. |
| 21 Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà il disastro. |
| 22 In mezzo al disastro e alla fame riderai, non paventerai le belve della terra; |
| 23 perché avrai per alleate le pietre del suolo, e gli animali de’ campi saran teco in pace. |
| 24 Saprai sicura la tua tenda; e, visitando i tuoi pascoli, vedrai che non ti manca nulla. |
| 25 Saprai che la tua progenie moltiplica, che i tuoi rampolli crescono come l’erba de’ campi. |
| 26 Scenderai maturo nella tomba, come la bica di mannelle che si ripone a suo tempo. |
| 27 Ecco quel che abbiam trovato, riflettendo. Così è. Tu ascolta, e fanne tuo pro. |
| Giobbe 6 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Ah, se il mio travaglio si pesasse, se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia! |
| 3 Sarebbero trovati più pesanti che la sabbia del mare. Ecco perché le mie parole sono temerarie. |
| 4 Ché le saette dell’Onnipotente mi trafiggono, lo spirito mio ne sugge il veleno; i terrori di Dio si schierano in battaglia contro me. |
| 5 L’asino salvatico raglia forse quand’ha l’erba davanti? mugghia forse il bue davanti alla pastura? |
| 6 Si può egli mangiar ciò ch’è scipito e senza sale? c’è qualche gusto in un chiaro d’uovo? |
| 7 L’anima mia rifiuta di toccare una simil cosa, essa è per me come un cibo ripugnante. |
| 8 Oh, m’avvenisse pur quello che chiedo, e mi desse Iddio quello che spero! |
| 9 Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de’ miei giorni! |
| 10 Sarebbe questo un conforto per me, esulterei nei dolori ch’egli non mi risparmia; giacché non ho rinnegato le parole del Santo. |
| 11 Che è mai la mia forza perch’io speri ancora? Che fine m’aspetta perch’io sia paziente? |
| 12 La mia forza è essa forza di pietra? e la mia carne, carne di rame? |
| 13 Non son io ridotto senza energia, e non m’è forse tolta ogni speranza di guarire? |
| 14 Pietà deve l’amico a colui che soccombe, quand’anche abbandoni il timor dell’Onnipotente. |
| 15 Ma i fratelli miei si son mostrati infidi come un torrente, come l’acqua di torrenti che passano. |
| 16 Il ghiaccio li rende torbidi, e la neve vi si scioglie; |
| 17 ma passato il tempo delle piene, svaniscono; quando sentono il caldo, scompariscono dal loro luogo. |
| 18 Le carovane che si dirigon là mutano strada, s’inoltran nel deserto, e vi periscono. |
| 19 Le carovane di Tema li cercavan collo sguardo, i viandanti di Sceba ci contavan su, |
| 20 ma furon delusi nella loro fiducia; giunti sul luogo, rimasero confusi. |
| 21 Tali siete divenuti voi per me: vedete uno che fa orrore, e vi prende la paura. |
| 22 V’ho forse detto: ‘Datemi qualcosa’ o ‘co’ vostri beni fate un donativo a favor mio’, |
| 23 o ‘liberatemi dalla stretta del nemico’, o ‘scampatemi di man dei prepotenti’? |
| 24 Ammaestratemi, e mi starò in silenzio; fatemi capire in che cosa ho errato. |
| 25 Quanto sono efficaci le parole rette! Ma la vostra riprensione che vale? |
| 26 Volete dunque biasimar delle parole? Ma le parole d’un disperato se le porta il vento! |
| 27 Voi sareste capaci di trar la sorte sull’orfano, e di contrattare il vostro amico! |
| 28 Ma pure vi piaccia di rivolgervi a guardarmi, e vedete s’io vi menta in faccia. |
| 29 Mutate consiglio! Non vi sia in voi iniquità! Mutate consiglio, la mia giustizia sussiste. |
| 30 V’è qualche iniquità sulla mia lingua? Il mio palato non distingue più quel ch’è male? |
| Giobbe 7 |
| 1 La vita dell’uomo sulla terra è una milizia; i giorni suoi son simili ai giorni d’un operaio. |
| 2 Come lo schiavo anela l’ombra e come l’operaio aspetta il suo salario, |
| 3 così a me toccan mesi di sciagura, e mi sono assegnate notti di dolore. |
| 4 Non appena mi corico, dico: ‘Quando mi leverò?’ Ma la notte si prolunga, e mi sazio d’agitazioni infino all’alba. |
| 5 La mia carne è coperta di vermi e di croste terrose, la mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare. |
| 6 I miei giorni sen vanno più veloci della spola, si consumano senza speranza. |
| 7 Ricordati, che la mia vita è un soffio! L’occhio mio non vedrà più il bene. |
| 8 Lo sguardo di chi ora mi vede non mi potrà più scorgere; gli occhi tuoi mi cercheranno, ma io non sarò più. |
| 9 La nuvola svanisce e si dilegua; così chi scende nel soggiorno de’ morti non ne risalirà; |
| 10 non tornerà più nella sua casa, e il luogo ove stava non lo riconoscerà più. |
| 11 Io, perciò, non terrò chiusa la bocca; nell’angoscia del mio spirito io parlerò, mi lamenterò nell’amarezza dell’anima mia. |
| 12 Son io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia? |
| 13 Quando dico: ‘Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà la mia pena’, |
| 14 tu mi sgomenti con sogni, e mi spaventi con visioni; |
| 15 sicché l’anima mia preferisce soffocare, preferisce a queste ossa la morte. |
| 16 Io mi vo struggendo; non vivrò sempre; deh, lasciami stare; i giorni miei non son che un soffio. |
| 17 Che cosa è l’uomo che tu ne faccia tanto caso, che tu ponga mente ad esso, |
| 18 e lo visiti ogni mattina e lo metta alla prova ad ogni istante? |
| 19 Quando cesserai di tener lo sguardo fisso su me? Quando mi darai tempo d’inghiottir la mia saliva? |
| 20 Se ho peccato, che ho fatto a te, o guardiano degli uomini? Perché hai fatto di me il tuo bersaglio? A tal punto che son divenuto un peso a me stesso? |
| 21 E perché non perdoni le mie trasgressioni e non cancelli la mia iniquità? Poiché presto giacerò nella polvere; e tu mi cercherai, ma io non sarò più. |
| Giobbe 8 |
| 1 Allora Bildad di Suach rispose e disse: |
| 2 Fino a quando terrai tu questi discorsi e saran le parole della tua bocca come un vento impetuoso? |
| 3 Iddio perverte egli il giudizio? L’Onnipotente perverte egli la giustizia? |
| 4 Se i tuoi figliuoli han peccato contro lui, egli li ha dati in balìa del loro misfatto; |
| 5 ma tu, se ricorri a Dio e implori grazia dall’Onnipotente, |
| 6 se proprio sei puro e integro, certo egli sorgerà in tuo favore, e restaurerà la dimora della tua giustizia. |
| 7 Così sarà stato piccolo il tuo principio, ma la tua fine sarà grande oltre modo. |
| 8 Interroga le passate generazioni, rifletti sull’esperienza de’ padri; |
| 9 giacché noi siam d’ieri e non sappiamo nulla; i nostri giorni sulla terra non son che un’ombra; |
| 10 ma quelli certo t’insegneranno, ti parleranno, e dal loro cuore trarranno discorsi. |
| 11 Può il papiro crescere ove non c’è limo? Il giunco viene egli su senz’acqua? |
| 12 Mentre son verdi ancora, e senza che li si tagli, prima di tutte l’erbe, seccano. |
| 13 Tale la sorte di tutti quei che dimenticano Dio, e la speranza dell’empio perirà. |
| 14 La sua baldanza è troncata, la sua fiducia è come una tela di ragno. |
| 15 Egli s’appoggia alla sua casa, ma essa non regge; vi s’aggrappa, ma quella non sta salda. |
| 16 Egli verdeggia al sole, e i suoi rami si protendono sul suo giardino; |
| 17 le sue radici s’intrecciano sul mucchio delle macerie, penetra fra le pietre della casa. |
| 18 Ma divelto che sia dal suo luogo, questo lo rinnega e gli dice: ‘Non ti ho mai veduto!’ |
| 19 Ecco il gaudio che gli procura la sua condotta! E dalla polvere altri dopo lui germoglieranno. |
| 20 No, Iddio non rigetta l’uomo integro, né porge aiuto a quelli che fanno il male. |
| 21 Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, e sulle tue labbra metterà canti d’esultanza. |
| 22 Quelli che t’odiano saran coperti di vergogna, e la tenda degli empi sparirà. |
| Giobbe 9 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Sì, certo, io so ch’egli è così; e come sarebbe il mortale giusto davanti a Dio? |
| 3 Se all’uomo piacesse di piatir con Dio, non potrebbe rispondergli sovra un punto fra mille. |
| 4 Dio è savio di cuore, è grande in potenza; chi gli ha tenuto fronte e se n’è trovato bene? |
| 5 Egli trasporta le montagne senza che se ne avvedano, nel suo furore le sconvolge. |
| 6 Egli scuote la terra dalle sue basi, e le sue colonne tremano. |
| 7 Comanda al sole, ed esso non si leva; mette un sigillo sulle stelle. |
| 8 Da solo spiega i cieli, e cammina sulle più alte onde del mare. |
| 9 È il creatore dell’Orsa, d’Orione, delle Pleiadi, e delle misteriose regioni del cielo australe. |
| 10 Egli fa cose grandi e imperscrutabili, maraviglie senza numero. |
| 11 Ecco, ei mi passa vicino, ed io nol veggo; mi scivola daccanto e non me n’accorgo. |
| 12 Ecco afferra la preda, e chi si opporrà? Chi oserà dirgli: ‘Che fai?’ |
| 13 Iddio non ritira la sua collera; sotto di lui si curvano i campioni della superbia. |
| 14 E io, come farei a rispondergli, a sceglier le mie parole per discuter con lui? |
| 15 Avessi anche ragione, non gli replicherei, ma chiederei mercé al mio giudice. |
| 16 S’io lo invocassi ed egli mi rispondesse, non però crederei che avesse dato ascolto alla mia voce; |
| 17 egli che mi piomba addosso dal seno della tempesta, che moltiplica senza motivo le mie piaghe, |
| 18 che non mi lascia riprender fiato, e mi sazia d’amarezza. |
| 19 Se si tratta di forza, ecco, egli è potente; se di diritto, ei dice: ‘Chi mi fisserà un giorno per comparire’? |
| 20 Fossi pur giusto, la mia bocca stessa mi condannerebbe; fossi pure integro, essa mi farebbe dichiarar perverso. |
| 21 Integro! Sì, lo sono! di me non mi preme, io disprezzo la vita! |
| 22 Per me è tutt’uno! perciò dico: ‘Egli distrugge ugualmente l’integro ed il malvagio. |
| 23 Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti. |
| 24 La terra è data in balìa dei malvagi; ei vela gli occhi ai giudici di essa; se non è lui, chi è dunque’? |
| 25 E i miei giorni se ne vanno più veloci d’un corriere; fuggono via senz’aver visto il bene; |
| 26 passan rapidi come navicelle di giunchi, come l’aquila che piomba sulla preda. |
| 27 Se dico: ‘Voglio dimenticare il mio lamento, deporre quest’aria triste e rasserenarmi’; |
| 28 sono spaventato di tutti i miei dolori, so che non mi terrai per innocente. |
| 29 Io sarò condannato; perché dunque affaticarmi invano? |
| 30 Quand’anche mi lavassi con la neve e mi nettassi le mani col sapone, |
| 31 tu mi tufferesti nel fango d’una fossa, le mie vesti stesse m’avrebbero in orrore. |
| 32 Dio non è un uomo come me, perch’io gli risponda e che possiam comparire in giudizio assieme. |
| 33 Non c’è fra noi un arbitro, che posi la mano su tutti e due! |
| 34 Ritiri Iddio d’addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore; |
| 35 allora io parlerò senza temerlo, giacché sento di non essere quel colpevole che sembro. |
| Giobbe 10 |
| 1 L’anima mia prova disgusto della vita; vo’ dar libero corso al mio lamento, vo’ parlar nell’amarezza dell’anima mia! |
| 2 Io dirò a Dio: ‘Non mi condannare! Fammi sapere perché contendi meco!’ |
| 3 Ti par egli ben fatto d’opprimere, di sprezzare l’opera delle tue mani e di favorire i disegni de’ malvagi? |
| 4 Hai tu occhi di carne? Vedi tu come vede l’uomo? |
| 5 I tuoi giorni son essi come i giorni del mortale, i tuoi anni son essi come gli anni degli umani, |
| 6 che tu investighi tanto la mia iniquità, che t’informi così del mio peccato, |
| 7 pur sapendo ch’io non son colpevole, e che non v’è chi mi liberi dalla tua mano? |
| 8 Le tue mani m’hanno formato, m’hanno fatto tutto quanto... e tu mi distruggi! |
| 9 Deh, ricordati che m’hai plasmato come argilla... e tu mi fai ritornare in polvere! |
| 10 Non m’hai tu colato come il latte e fatto rapprender come il cacio? |
| 11 Tu m’hai rivestito di pelle e di carne, e m’hai intessuto d’ossa e di nervi. |
| 12 Mi sei stato largo di vita e di grazia, la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito, |
| 13 ed ecco quello che nascondevi in cuore! Sì, lo so, questo meditavi: |
| 14 se avessi peccato, l’avresti ben tenuto a mente, e non m’avresti assolto dalla mia iniquità. |
| 15 Se fossi stato malvagio, guai a me! Se giusto, non avrei osato alzar la fronte, sazio d’ignominia, spettatore della mia miseria. |
| 16 Se l’avessi alzata, m’avresti dato la caccia come ad un leone e contro di me avresti rinnovato le tue meraviglie; |
| 17 m’avresti messo a fronte nuovi testimoni, e avresti raddoppiato il tuo sdegno contro di me; legioni su legioni m’avrebbero assalito. |
| 18 E allora, perché m’hai tratto dal seno di mia madre? Sarei spirato senza che occhio mi vedesse! |
| 19 Sarei stato come se non fossi mai esistito, m’avrebbero portato dal seno materno alla tomba! |
| 20 Non son forse pochi i giorni che mi restano? Cessi egli dunque, mi lasci stare, ond’io mi rassereni un poco, |
| 21 prima ch’io me ne vada, per non più tornare, nella terra delle tenebre e dell’ombra di morte: |
| 22 terra oscura come notte profonda, ove regnano l’ombra di morte ed il caos, il cui chiarore è come notte oscura. |
| Giobbe 11 |
| 1 Allora Tsofar di Naama rispose e disse: |
| 2 ‘Cotesta abbondanza di parole rimarrà ella senza risposta? Basterà egli esser loquace per aver ragione? |
| 3 Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai tu il beffardo, senza che alcuno ti confonda? |
| 4 Tu dici a Dio: ‘Quel che sostengo è giusto, e io sono puro nel tuo cospetto’. |
| 5 Ma, oh se Iddio volesse parlare e aprir la bocca per risponderti |
| 6 e rivelarti i segreti della sua sapienza - poiché infinita è la sua intelligenza - vedresti allora come Iddio dimentichi parte della colpa tua. |
| 7 Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? |
| 8 Si tratta di cose più alte del cielo... e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de’ morti... come le conosceresti? |
| 9 La lor misura è più lunga della terra, più larga del mare. |
| 10 Se Dio passa, se incarcera, se chiama in giudizio, chi s’opporrà? |
| 11 Poich’egli conosce gli uomini perversi, scopre senza sforzo l’iniquità. |
| 12 Ma l’insensato diventerà savio, quando un puledro d’onàgro diventerà uomo. |
| 13 Tu, però, se ben disponi il cuore, e protendi verso Dio le palme, |
| 14 se allontani il male ch’è nelle tue mani, e non alberghi l’iniquità nelle tue tende, |
| 15 allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile, e non avrai paura di nulla; |
| 16 dimenticherai i tuoi affanni; te ne ricorderai come d’acqua passata; |
| 17 la tua vita sorgerà più fulgida del meriggio, l’oscurità sarà come la luce del mattino. |
| 18 Sarai fiducioso perché avrai speranza; ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro. |
| 19 Ti metterai a giacere e niuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore. |
| 20 Ma gli occhi degli empi verranno meno; non vi sarà più rifugio per loro, e non avranno altra speranza che di esalar l’anima. |
| Giobbe 12 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Voi, certo, valete quanto un popolo, e con voi morrà la sapienza. |
| 3 Ma del senno ne ho anch’io al par di voi, non vi son punto inferiore; e cose come codeste chi non le sa? |
| 4 Io dunque dovrei essere il ludibrio degli amici! Io che invocavo Iddio, ed ei mi rispondeva; il ludibrio io, l’uomo giusto, integro! |
| 5 Lo sprezzo alla sventura è nel pensiero di chi vive contento; esso è sempre pronto per coloro a cui vacilla il piede. |
| 6 Sono invece tranquille le tende de’ ladroni e chi provoca Iddio, chi si fa un dio della propria forza, se ne sta al sicuro. |
| 7 Ma interroga un po’ gli animali, e te lo insegneranno; gli uccelli del cielo, e te lo mostreranno; |
| 8 o parla alla terra ed essa te lo insegnerà, e i pesci del mare te lo racconteranno. |
| 9 Chi non sa, fra tutte queste creature, che la mano dell’Eterno ha fatto ogni cosa, |
| 10 ch’egli tiene in mano l’anima di tutto quel che vive, e lo spirito di ogni essere umano? |
| 11 L’orecchio non discerne esso le parole, come il palato assaggia le vivande? |
| 12 Nei vecchi si trova la sapienza e lunghezza di giorni dà intelligenza. |
| 13 Ma in Dio stanno la saviezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio e l’intelligenza. |
| 14 Ecco, egli abbatte, e niuno può ricostruire; Chiude un uomo in prigione, e non v’è chi gli apra. |
| 15 Ecco, egli trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra. |
| 16 Egli possiede la forza e l’abilità; da lui dipendono chi erra e chi fa errare. |
| 17 Egli manda scalzi i consiglieri, colpisce di demenza i giudici. |
| 18 Scioglie i legami dell’autorità dei re e cinge i loro fianchi di catene. |
| 19 Manda scalzi i sacerdoti, e rovescia i potenti. |
| 20 Priva della parola i più eloquenti, e toglie il discernimento ai vecchi. |
| 21 Sparge lo sprezzo sui nobili, e rallenta la cintura ai forti. |
| 22 Rivela le cose recondite, facendole uscir dalle tenebre, e trae alla luce ciò ch’è avvolto in ombra di morte. |
| 23 Aggrandisce i popoli e li annienta, amplia le nazioni e le riconduce nei loro confini; |
| 24 Toglie il senno ai capi della terra, e li fa errare in solitudini senza sentiero. |
| 25 Van brancolando nelle tenebre, senza alcuna luce, e li fa barcollare come ubriachi. |
| Giobbe 13 |
| 1 Ecco, l’occhio mio tutto questo l’ha veduto; l’orecchio mio l’ha udito e l’ha inteso. |
| 2 Quel che sapete voi lo so pur io, non vi sono punto inferiore. |
| 3 Ma io vorrei parlare con l’Onnipotente, avrei caro di ragionar con Dio; |
| 4 giacché voi siete de’ fabbri di menzogne, siete tutti quanti de’ medici da nulla. |
| 5 Oh se serbaste il silenzio! esso vi conterebbe come sapienza. |
| 6 Ascoltate, vi prego, quel che ho da rimproverarvi; state attenti alle ragioni delle mie labbra! |
| 7 Volete dunque difendere Iddio parlando iniquamente? sostener la sua causa con parole di frode? |
| 8 Volete aver riguardo alla sua persona? e costituirvi gli avvocati di Dio? |
| 9 Sarà egli un bene per voi quando vi scruterà a fondo? credete ingannarlo come s’inganna un uomo? |
| 10 Certo egli vi riprenderà severamente se nel vostro segreto avete dei riguardi personali. |
| 11 La maestà sua non vi farà sgomenti? Il suo terrore non piomberà su di voi? |
| 12 I vostri detti memorandi son massime di cenere; i vostri baluardi son baluardi d’argilla. |
| 13 Tacete! lasciatemi stare! voglio parlare io, e m’avvenga quello che può! |
| 14 Perché prenderei la mia carne coi denti? Metterò piuttosto la mia vita nelle mie mani. |
| 15 Ecco, egli m’ucciderà; non spero più nulla; ma io difenderò in faccia a lui la mia condotta! |
| 16 Anche questo servirà alla mia salvezza; poiché un empio non ardirebbe presentarsi a lui. |
| 17 Ascoltate attentamente il mio discorso, porgete orecchio a quanto sto per dichiararvi. |
| 18 Ecco, io ho disposto ogni cosa per la causa, so che sarò riconosciuto giusto. |
| 19 V’è qualcuno che voglia farmi opposizione? Se v’è io mi taccio e vo’ morire. |
| 20 Ma, o Dio, concedimi solo due cose, e non mi nasconderò dal tuo cospetto: |
| 21 ritirami d’addosso la tua mano, e fa’ che i tuoi terrori non mi spaventin più. |
| 22 Poi interpellami, ed io risponderò; o parlerò io, e tu replicherai. |
| 23 Quante sono le mie iniquità, quanti i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione, il mio peccato! |
| 24 Perché nascondi il tuo volto, e mi tieni in conto di nemico? |
| 25 Vuoi tu atterrire una foglia portata via dal vento? Vuoi tu perseguitare una pagliuzza inaridita? |
| 26 tu che mi condanni a pene così amare, e mi fai espiare i falli della mia giovinezza, |
| 27 tu che metti i miei piedi nei ceppi, che spii tutti i miei movimenti, e tracci una linea intorno alla pianta de’ miei piedi? |
| 28 Intanto questo mio corpo si disfa come legno tarlato, come un abito ròso dalle tignuole. |
| Giobbe 14 |
| 1 L’uomo, nato di donna, vive pochi giorni, e sazio d’affanni. |
| 2 Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un’ombra, e non dura. |
| 3 E sopra un essere così tu tieni gli occhi aperti! e mi fai comparir teco in giudizio! |
| 4 Chi può trarre una cosa pura da una impura? Nessuno. |
| 5 Giacché i suoi giorni son fissati, e il numero de’ suoi mesi, dipende da te, e tu gli hai posto un termine ch’egli non può varcare, |
| 6 storna da lui lo sguardo, sì ch’egli abbia un po’ di requie, e possa godere come un operaio la fine della sua giornata. |
| 7 Per l’albero, almeno c’è speranza; se è tagliato, rigermoglia e continua a mettere rampolli. |
| 8 Quando la sua radice è invecchiata sotto terra, e il suo tronco muore nel suolo, |
| 9 a sentir l’acqua, rinverdisce e mette rami come una pianta nuova. |
| 10 Ma l’uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira e... dov’è egli? |
| 11 Le acque del lago se ne vanno, il fiume vien meno e si prosciuga; |
| 12 così l’uomo giace, e non risorge più; finché non vi sian più cieli, ei non si risveglierà né sarà più destato dal suo sonno. |
| 13 Oh, volessi tu nascondermi nel soggiorno de’ morti, tenermi occulto finché l’ira tua sia passata, fissarmi un termine, e poi ricordarti di me!... |
| 14 Se l’uomo, dopo morto, potesse ritornare in vita, aspetterei tutti i giorni della mia fazione, finché giungesse l’ora del mio cambio; |
| 15 tu mi chiameresti e io risponderei, tu brameresti rivedere l’opera delle tue mani. |
| 16 Ma ora tu conti i miei passi, tu osservi i miei peccati; |
| 17 le mie trasgressioni sono sigillate in un sacco, e alle mie iniquità, altre ne aggiungi. |
| 18 La montagna frana e scompare, la rupe è divelta dal suo luogo, |
| 19 le acque rodono la pietra, le loro inondazioni trascinan via la terra: così tu distruggi la speranza dell’uomo. |
| 20 Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va; gli muti il sembiante, e lo mandi via. |
| 21 Se i suoi figliuoli salgono in onore, egli lo ignora; se vengono in dispregio, ei non lo vede; |
| 22 questo solo sente: che il suo corpo soffre, che l’anima sua è in lutto’. |
| Giobbe 15 |
| 1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: |
| 2 Il savio risponde egli con vana scienza? si gonfia egli il petto di vento? |
| 3 Si difende egli con ciarle inutili e con parole che non giovan nulla? |
| 4 Tu, poi, distruggi il timor di Dio, menomi il rispetto religioso che gli è dovuto. |
| 5 La tua iniquità ti detta le parole, e adoperi il linguaggio degli astuti. |
| 6 Non io, la tua bocca stessa ti condanna; le tue labbra stesse depongono contro a te. |
| 7 Sei tu il primo uomo che nacque? Fosti tu formato prima de’ monti? |
| 8 Hai tu sentito quel che s’è detto nel Consiglio di Dio? Hai tu fatto incetta della sapienza per te solo? |
| 9 Che sai tu che noi non sappiamo? Che conoscenza hai tu che non sia pur nostra? |
| 10 Ci son fra noi degli uomini canuti ed anche de’ vecchi più attempati di tuo padre. |
| 11 Fai tu sì poco caso delle consolazioni di Dio e delle dolci parole che t’abbiam rivolte? |
| 12 Dove ti trascina il cuore, e che voglion dire codeste torve occhiate? |
| 13 Come! tu volgi la tua collera contro Dio, e ti lasci uscir di bocca tali parole? |
| 14 Che è mai l’uomo per esser puro, il nato di donna per esser giusto? |
| 15 Ecco, Iddio non si fida nemmeno de’ suoi santi, i cieli non son puri agli occhi suoi; |
| 16 quanto meno quest’essere abominevole e corrotto, l’uomo, che tracanna l’iniquità come l’acqua! |
| 17 Io voglio ammaestrarti; porgimi ascolto, e ti racconterò quello che ho visto, |
| 18 quello che i Savi hanno riferito senza nulla celare di quel che sapean dai padri, |
| 19 ai quali soli è stato dato il paese; e in mezzo ai quali non è passato lo straniero. |
| 20 L’empio è tormentato tutti i suoi giorni, e pochi son gli anni riservati al prepotente. |
| 21 Sempre ha negli orecchi rumori spaventosi, e in piena pace gli piomba addosso il distruttore. |
| 22 Non ha speranza d’uscir dalle tenebre, e si sente destinato alla spada. |
| 23 Va errando in cerca di pane; dove trovarne? ei sa che a lui dappresso è pronto il giorno tenebroso. |
| 24 La distretta e l’angoscia lo riempion di paura, l’assalgono a guisa di re pronto alla pugna, |
| 25 perché ha steso la mano contro Dio, ha sfidato l’Onnipotente, |
| 26 gli s’è slanciato audacemente contro, sotto il folto de’ suoi scudi convessi. |
| 27 Avea la faccia coperta di grasso, i fianchi carichi di pinguedine; |
| 28 s’era stabilito in città distrutte, in case disabitate, destinate a diventar mucchi di sassi. |
| 29 Ei non s’arricchirà, la sua fortuna non sarà stabile; né le sue possessioni si stenderanno sulla terra. |
| 30 Non potrà liberarsi dalle tenebre, il vento infocato farà seccare i suoi rampolli, e sarà portato via dal soffio della bocca di Dio. |
| 31 Non confidi nella vanità; è un’illusione; poiché avrà la vanità per ricompensa. |
| 32 La sua fine verrà prima del tempo, e i suoi rami non rinverdiranno più. |
| 33 Sarà come vigna da cui si strappi l’uva ancor acerba, come l’ulivo da cui si scuota il fiore; |
| 34 poiché sterile è la famiglia del profano, e il fuoco divora le tende ov’entrano presenti. |
| 35 L’empio concepisce malizia, e partorisce rovina; ei si prepara in seno il disinganno. |
| Giobbe 16 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Di cose come codeste, ne ho udite tante! Siete tutti de’ consolatori molesti! |
| 3 Non ci sarà egli una fine alle parole vane? Che cosa ti provoca a rispondere? |
| 4 Anch’io potrei parlare come voi, se voi foste al posto mio; potrei mettere assieme delle parole contro a voi e su di voi scrollare il capo; |
| 5 potrei farvi coraggio con la bocca; e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe. |
| 6 Se parlo, il mio dolore non ne sarà lenito; e se cesso di parlare, che sollievo ne avrò? |
| 7 Ora, purtroppo, Dio m’ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa; |
| 8 m’ha coperto di grinze e questo testimonia contro a me, la mia magrezza si leva ad accusarmi in faccia. |
| 9 La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me. Il mio nemico aguzza gli occhi su di me. |
| 10 Apron larga contro a me la bocca, mi percuoton per obbrobrio le guance, si metton tutt’insieme a darmi addosso. |
| 11 Iddio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano dei malvagi. |
| 12 Vivevo in pace, ed egli m’ha scosso con violenza, m’ha preso per la nuca, m’ha frantumato, m’ha posto per suo bersaglio. |
| 13 I suoi arcieri mi circondano, egli mi trafigge i reni senza pietà, sparge a terra il mio fiele. |
| 14 Apre sopra di me breccia su breccia, mi corre addosso come un guerriero. |
| 15 Mi son cucito un cilicio sulla pelle, ho prostrato la mia fronte nella polvere. |
| 16 Il mio viso è rosso di pianto, e sulle mie palpebre si stende l’ombra di morte. |
| 17 Eppure, le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura. |
| 18 O terra, non coprire il mio sangue, e non vi sia luogo ove si fermi il mio grido! |
| 19 Già fin d’ora, ecco, il mio Testimonio è in cielo, il mio Garante è nei luoghi altissimi. |
| 20 Gli amici mi deridono, ma a Dio si volgon piangenti gli occhi miei; |
| 21 sostenga egli le ragioni dell’uomo presso Dio, le ragioni del figliuol d’uomo contro i suoi compagni! |
| 22 Poiché, pochi anni ancora, e me ne andrò per una via senza ritorno. |
| Giobbe 17 |
| 1 Il mio soffio vitale si spenge, i miei giorni si estinguono, il sepolcro m’aspetta! |
| 2 Sono attorniato di schernitori e non posso chiuder occhio per via delle lor parole amare. |
| 3 O Dio, da’ un pegno, sii tu il mio mallevadore presso di te; se no, chi metterà la sua nella mia mano? |
| 4 Poiché tu hai chiuso il cuor di costoro alla ragione, e però non li farai trionfare. |
| 5 Chi denunzia un amico sì che diventi preda altrui, vedrà venir meno gli occhi de’ suoi figli. |
| 6 Egli m’ha reso la favola dei popoli, e son divenuto un essere a cui si sputa in faccia. |
| 7 L’occhio mio si oscura pel dolore, tutte le mie membra non son più che un’ombra. |
| 8 Gli uomini retti ne son colpiti di stupore, e l’innocente insorge contro l’empio; |
| 9 ma il giusto si attiene saldo alla sua via, e chi ha le mani pure viepiù si fortifica. |
| 10 Quanto a voi tutti, tornate pure, fatevi avanti, ma fra voi non troverò alcun savio. |
| 11 I miei giorni passano, i miei disegni, i disegni cari al mio cuore, sono distrutti, |
| 12 e costoro pretendon che la notte sia giorno, che la luce sia vicina, quando tutto è buio! |
| 13 Se aspetto come casa mia il soggiorno de’ morti, se già mi son fatto il letto nelle tenebre, |
| 14 se ormai dico al sepolcro ‘tu sei mio padre’ e ai vermi: ‘siete mia madre e mia sorella’, |
| 15 dov’è dunque la mia speranza? questa speranza mia chi la può scorgere? |
| 16 Essa scenderà alle porte del soggiorno de’ morti, quando nella polvere troverem riposo assieme. |
| Giobbe 18 |
| 1 Allora Bildad di Suach rispose e disse: |
| 2 Quando porrete fine alle parole? Fate senno, e poi parleremo. |
| 3 Perché siamo considerati come bruti e perché siamo agli occhi vostri degli esseri impuri? |
| 4 O tu, che nel tuo cruccio laceri te stesso, dovrà la terra, per cagion tua, essere abbandonata e la roccia esser rimossa dal suo luogo? |
| 5 Sì, la luce dell’empio si spegne, e la fiamma del suo fuoco non brilla. |
| 6 La luce si oscura nella sua tenda, e la lampada che gli sta sopra si spegne. |
| 7 I passi che facea nella sua forza si raccorciano, e i suoi propri disegni lo menano a ruina. |
| 8 Poiché i suoi piedi lo traggon nel tranello, e va camminando sulle reti. |
| 9 Il laccio l’afferra pel tallone, e la trappola lo ghermisce. |
| 10 Sta nascosta in terra per lui un’insidia, e sul sentiero lo aspetta un agguato. |
| 11 Paure lo atterriscono d’ogn’intorno, lo inseguono, gli stanno alle calcagna. |
| 12 La sua forza vien meno dalla fame, la calamità gli sta pronta al fianco. |
| 13 Gli divora a pezzo a pezzo la pelle, gli divora le membra il primogenito della morte. |
| 14 Egli è strappato dalla sua tenda che credea sicura, e fatto scendere verso il re degli spaventi. |
| 15 Nella sua tenda dimora chi non è de’ suoi, e la sua casa è cosparsa di zolfo. |
| 16 In basso s’inaridiscono le sue radici, in alto son tagliati i suoi rami. |
| 17 La sua memoria scompare dal paese, più non s’ode il suo nome per le campagne. |
| 18 È cacciato dalla luce nelle tenebre, ed è bandito dal mondo. |
| 19 Non lascia tra il suo popolo né figli, né nipoti, nessun superstite dov’egli soggiornava. |
| 20 Quei d’occidente son stupiti della sua sorte, e quei d’oriente ne son presi d’orrore. |
| 21 Certo son tali le dimore dei perversi e tale è il luogo di chi non conosce Iddio. |
| Giobbe 19 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Fino a quando affliggerete l’anima mia e mi tormenterete coi vostri discorsi? |
| 3 Son già dieci volte che m’insultate, e non vi vergognate di malmenarmi. |
| 4 Dato pure ch’io abbia errato, il mio errore concerne me solo. |
| 5 Ma se proprio volete insuperbire contro di me e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo, |
| 6 allora sappiatelo: chi m’ha fatto torto e m’ha avvolto nelle sue reti è Dio. |
| 7 Ecco, io grido: ‘Violenza!’ e nessuno risponde; imploro aiuto, ma non c’è giustizia! |
| 8 Dio m’ha sbarrato la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino. |
| 9 M’ha spogliato della mia gloria, m’ha tolto dal capo la corona. |
| 10 M’ha demolito a brano a brano, e io me ne vo! ha sradicata come un albero la mia speranza. |
| 11 Ha acceso l’ira sua contro di me, e m’ha considerato come suo nemico. |
| 12 Le sue schiere son venute tutte insieme, si sono spianata la via fino a me, han posto il campo intorno alla mia tenda. |
| 13 Egli ha allontanato da me i miei fratelli, i miei conoscenti si son del tutto alienati da me. |
| 14 M’hanno abbandonato i miei parenti gl’intimi miei m’hanno dimenticato. |
| 15 I miei domestici e le mie serve mi trattan da straniero; agli occhi loro io sono un estraneo. |
| 16 Chiamo il mio servo, e non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca. |
| 17 Il mio fiato ripugna alla mia moglie, faccio pietà a chi nacque dal seno di mia madre. |
| 18 Perfino i bimbi mi sprezzano; se cerco d’alzarmi, mi scherniscono. |
| 19 Tutti gli amici più stretti m’hanno in orrore, e quelli che amavo mi si son vòlti contro. |
| 20 Le mie ossa stanno attaccate alla mia pelle, alla mia carne, non m’è rimasto che la pelle de’ denti. |
| 21 Pietà, pietà di me, voi, miei amici! ché la man di Dio m’ha colpito. |
| 22 Perché perseguitarmi come fa Dio? Perché non siete mai sazi della mia carne? |
| 23 Oh se le mie parole fossero scritte! se fossero consegnate in un libro! |
| 24 se con lo scarpello di ferro e col piombo fossero incise nella roccia per sempre!... |
| 25 Ma io so che il mio Vindice vive, e che alla fine si leverà sulla polvere. |
| 26 E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Iddio. |
| 27 Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno gli occhi miei, non quelli d’un altro... il cuore, dalla brama, mi si strugge in seno! |
| 28 Se voi dite: Come lo perseguiteremo, come troveremo in lui la causa prima dei suoi mali? |
| 29 Temete per voi stessi la spada, ché furiosi sono i castighi della spada affinché sappiate che v’è una giustizia. |
| Giobbe 20 |
| 1 Allora Tsofar di Naama rispose e disse: |
| 2 Quel che tu dici mi spinge a risponderti e ne suscita in me il fervido impulso. |
| 3 Ho udito rimproveri che mi fanno oltraggio; ma lo spirito mio mi darà una risposta assennata. |
| 4 Non lo sai tu che in ogni tempo, da che l’uomo è stato posto sulla terra, |
| 5 il trionfo de’ malvagi è breve, e la gioia degli empi non dura che un istante? |
| 6 Quando la sua altezza giungesse fino al cielo ed il suo capo toccasse le nubi, |
| 7 l’empio perirà per sempre come lo sterco suo; quelli che lo vedevano diranno: ‘Dov’è?’ |
| 8 Se ne volerà via come un sogno, e non si troverà più; dileguerà come una visione notturna. |
| 9 L’occhio che lo guardava, cesserà di vederlo, e la sua dimora più non lo scorgerà. |
| 10 I suoi figli si raccomanderanno ai poveri, e le sue mani restituiranno la sua ricchezza. |
| 11 Il vigor giovanile che gli riempiva l’ossa giacerà nella polvere con lui. |
| 12 Il male è dolce alla sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua, |
| 13 lo risparmia, non lo lascia andar giù, lo trattiene sotto al suo palato: |
| 14 ma il cibo gli si trasforma nelle viscere, e gli diventa in corpo veleno d’aspide. |
| 15 Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà; Iddio stesso gliele ricaccerà dal ventre. |
| 16 Ha succhiato veleno d’aspide, la lingua della vipera l’ucciderà. |
| 17 Non godrà più la vista d’acque perenni, né di rivi fluenti di miele e di latte. |
| 18 Renderà il frutto delle sue fatiche, senza poterlo ingoiare. Pari alla sua ricchezza sarà la restituzione che ne dovrà fare, e così non godrà dei suoi beni. |
| 19 Perché ha oppresso e abbandonato il povero, s’è impadronito di case che non avea costruite; |
| 20 perché la sua ingordigia non conobbe requie, egli non salverà nulla di ciò che ha tanto bramato. |
| 21 La sua voracità non risparmiava nulla, perciò il suo benessere non durerà. |
| 22 Nel colmo dell’abbondanza, si troverà in penuria; la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si leverà contro lui. |
| 23 Quando starà per riempirsi il ventre, ecco Iddio manderà contro a lui l’ardor della sua ira; gliela farà piovere addosso per servirgli di cibo. |
| 24 Se scampa alle armi di ferro, lo trafigge l’arco di rame. |
| 25 Si strappa il dardo, esso gli esce dal corpo, la punta sfolgorante gli vien fuori dal fiele, lo assalgono i terrori della morte. |
| 26 Buio profondo è riservato a’ suoi tesori; lo consumerà un fuoco non attizzato dall’uomo, che divorerà quel che resta nella sua tenda. |
| 27 Il cielo rivelerà la sua iniquità, e la terra insorgerà contro di lui. |
| 28 Le rendite della sua casa se n’andranno, portate via nel giorno dell’ira di Dio. |
| 29 Tale la parte che Dio riserba all’empio, tale il retaggio che Dio gli destina. |
| Giobbe 21 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Porgete bene ascolto alle mie parole, e sia questa la consolazione che mi date. |
| 3 Sopportatemi, lasciate ch’io parli, e quando avrò parlato tu mi potrai deridere. |
| 4 Mi lagno io forse d’un uomo? E come farei a non perder la pazienza? |
| 5 Guardatemi, stupite, e mettetevi la mano sulla bocca. |
| 6 Quando ci penso, ne sono smarrito, e la mia carne è presa da raccapriccio. |
| 7 Perché mai vivono gli empi? Perché arrivano alla vecchiaia ed anche crescon di forze? |
| 8 La loro progenie prospera, sotto ai loro sguardi, intorno ad essi, e i lor rampolli fioriscon sotto gli occhi loro. |
| 9 La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, e la verga di Dio non li colpisce. |
| 10 Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz’abortire. |
| 11 Mandan fuori come un gregge i loro piccini, e i loro figliuoli saltano e ballano. |
| 12 Cantano a suon di timpano e di cetra, e si rallegrano al suon della zampogna. |
| 13 Passano felici i loro giorni poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti. |
| 14 Eppure, diceano a Dio: ‘Ritirati da noi! Noi non ci curiamo di conoscer le tue vie! |
| 15 Che è l’Onnipotente perché lo serviamo? che guadagneremo a pregarlo?’ |
| 16 Ecco, non hanno essi in mano la loro felicità? (lungi da me il consiglio degli empi!) |
| 17 Quando avvien mai che la lucerna degli empi si spenga, che piombi loro addosso la ruina, e che Dio, nella sua ira, li retribuisca di pene? |
| 18 Quando son essi mai come paglia al vento, come pula portata via dall’uragano? |
| 19 ‘Iddio’, mi dite, ‘serba castigo pei figli dell’empio’. Ma punisca lui stesso! che lo senta lui, |
| 20 che vegga con gli occhi propri la sua ruina, e beva egli stesso l’ira dell’Onnipotente! |
| 21 E che importa all’empio della sua famiglia dopo di lui, quando il numero de’ suoi mesi è ormai compiuto? |
| 22 S’insegnerà forse a Dio la scienza? a lui che giudica quelli di lassù? |
| 23 L’uno muore in mezzo al suo benessere, quand’è pienamente tranquillo e felice, |
| 24 ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo dell’ossa. |
| 25 L’altro muore con l’amarezza nell’anima, senz’aver mai gustato il bene. |
| 26 Ambedue giacciono ugualmente nella polvere, e i vermi li ricoprono. |
| 27 Ah! li conosco i vostri pensieri, e i piani che formate per abbattermi! |
| 28 Voi dite: ‘E dov’è la casa del prepotente? dov’è la tenda che albergava gli empi?’ |
| 29 Non avete dunque interrogato quelli che hanno viaggiato? Voi non vorrete negare quello che attestano; |
| 30 che, cioè, il malvagio è risparmiato nel dì della ruina, che nel giorno dell’ira egli sfugge. |
| 31 Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta? Chi gli rende quel che ha fatto? |
| 32 Egli è portato alla sepoltura con onore, e veglia egli stesso sulla sua tomba. |
| 33 Lievi sono a lui le zolle della valle; dopo, tutta la gente segue le sue orme; e, anche prima, una folla immensa fu come lui. |
| 34 Perché dunque m’offrite consolazioni vane? Delle vostre risposte altro non resta che falsità’. |
| Giobbe 22 |
| 1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: |
| 2 Può l’uomo recar qualche vantaggio a Dio? No; il savio non reca vantaggio che a se stesso. |
| 3 Se se’ giusto, ne vien forse qualche diletto all’Onnipotente? Se sei integro nella tua condotta, ne ritrae egli un guadagno? |
| 4 È forse per la paura che ha di te ch’egli ti castiga o vien teco in giudizio? |
| 5 La tua malvagità non è essa grande e le tue iniquità non sono esse infinite? |
| 6 Tu, per un nulla, prendevi pegno da’ tuoi fratelli, spogliavi delle lor vesti i mezzo ignudi. |
| 7 Allo stanco non davi a bere dell’acqua, all’affamato rifiutavi del pane. |
| 8 La terra apparteneva al più forte, e l’uomo influente vi piantava la sua dimora. |
| 9 Rimandavi a vuoto le vedove, e le braccia degli orfani eran spezzate. |
| 10 Ecco perché sei circondato di lacci, e spaventato da sùbiti terrori. |
| 11 O non vedi le tenebre che t’avvolgono e la piena d’acque che ti sommerge? |
| 12 Iddio non è egli lassù ne’ cieli? Guarda lassù le stelle eccelse, come stanno in alto! |
| 13 E tu dici: ‘Iddio che sa? Può egli giudicare attraverso il buio? |
| 14 Fitte nubi lo coprono e nulla vede; egli passeggia sulla vôlta de’ cieli’. |
| 15 Vuoi tu dunque seguir l’antica via per cui camminarono gli uomini iniqui, |
| 16 che furon portati via prima del tempo, e il cui fondamento fu come un torrente che scorre? |
| 17 Essi dicevano a Dio: ‘Ritirati da noi!’ e chiedevano che mai potesse far per loro l’Onnipotente. |
| 18 Eppure Iddio avea riempito le loro case di beni! Ah lungi da me il consiglio degli empi! |
| 19 I giusti, vedendo la loro ruina, ne gioiscono e l’innocente si fa beffe di loro: |
| 20 ‘Vedete se non son distrutti gli avversari nostri! la loro abbondanza l’ha divorata il fuoco!’ |
| 21 Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, e ti sarà resa la prosperità. |
| 22 Ricevi istruzioni dalla sua bocca, e riponi le sue parole nel tuo cuore. |
| 23 Se torni all’Onnipotente, se allontani l’iniquità dalle tue tende, sarai ristabilito. |
| 24 Getta l’oro nella polvere e l’oro d’Ophir tra i ciottoli del fiume |
| 25 e l’Onnipotente sarà il tuo oro, egli ti sarà come l’argento acquistato con fatica. |
| 26 Allora farai dell’Onnipotente la tua delizia, e alzerai la faccia verso Dio. |
| 27 Lo pregherai, egli t’esaudirà, e tu scioglierai i voti che avrai fatto. |
| 28 Quello che imprenderai, ti riescirà; sul tuo cammino risplenderà la luce. |
| 29 Se ti abbassano, tu dirai: ‘In alto!’ e Dio soccorrerà chi ha gli occhi a terra; |
| 30 libererà anche chi non è innocente, ei sarà salvo per la purità delle tue mani. |
| Giobbe 23 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 ‘Anche oggi il mio lamento è una rivolta, per quanto io cerchi di comprimere il mio gemito. |
| 3 Oh sapessi dove trovarlo! potessi arrivare fino al suo trono! |
| 4 Esporrei la mia causa dinanzi a lui, riempirei d’argomenti la mia bocca. |
| 5 Saprei quel che mi risponderebbe, e capirei quello che avrebbe da dirmi. |
| 6 Contenderebbe egli meco con la sua gran potenza? No! invece, mi presterebbe attenzione. |
| 7 Là sarebbe un uomo retto a discutere con lui, e sarei dal mio giudice assolto per sempre. |
| 8 Ma, ecco, se vo ad oriente, egli non c’è; se ad occidente, non lo trovo; |
| 9 se a settentrione, quando vi opera, io non lo veggo; si nasconde egli nel mezzodì, io non lo scorgo. |
| 10 Ma la via ch’io batto ei la sa; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l’oro. |
| 11 Il mio piede ha seguito fedelmente le sue orme, mi son tenuto sulla sua via senza deviare; |
| 12 non mi sono scostato dai comandamenti delle sue labbra, ho riposto nel mio seno le parole della sua bocca. |
| 13 Ma la sua decisione è una; chi lo farà mutare? Quello ch’ei desidera, lo fa; |
| 14 egli eseguirà quel che di me ha decretato; e di cose come queste ne ha molte in mente. |
| 15 Perciò nel suo cospetto io sono atterrito; quando ci penso, ho paura di lui. |
| 16 Iddio m’ha tolto il coraggio, l’Onnipotente mi ha spaventato. |
| 17 Questo mi annienta: non le tenebre, non la fitta oscurità che mi ricopre. |
| Giobbe 24 |
| 1 Perché non sono dall’Onnipotente fissati dei tempi in cui renda la giustizia? Perché quelli che lo conoscono non veggono quei giorni? |
| 2 Gli empi spostano i termini, rapiscono greggi e li menano a pascere; |
| 3 portano via l’asino dell’orfano, prendono in pegno il bove della vedova; |
| 4 mandano via dalla strada i bisognosi, i poveri del paese si nascondono tutti insieme. |
| 5 Eccoli, che come onàgri del deserto escono al loro lavoro in cerca di cibo; solo il deserto dà pane a’ lor figliuoli. |
| 6 Raccolgono nei campi la loro pastura, raspollano nella vigna dell’empio; |
| 7 passan la notte ignudi, senza vestito, senza una coperta che li ripari dal freddo. |
| 8 Bagnati dagli acquazzoni di montagna, per mancanza di rifugio, si stringono alle rocce. |
| 9 Ce n’è di quelli che strappano dalla mammella l’orfano, che prendono pegni dai poveri! |
| 10 E questi se ne vanno, ignudi, senza vestiti; hanno fame, e portano i covoni. |
| 11 Fanno l’olio nel recinto dell’empio; calcan l’uva nel tino e patiscon la sete. |
| 12 Sale dalle città il gemito de’ morenti; l’anima de’ feriti implora aiuto, e Dio non si cura di codeste infamie! |
| 13 Ve ne son di quelli che si ribellano alla luce, non ne conoscono le vie, non ne battono i sentieri. |
| 14 L’assassino si leva sul far del giorno, e ammazza il meschino e il povero; la notte fa il ladro. |
| 15 L’occhio dell’adultero spia il crepuscolo, dicendo: ‘Nessuno mi vedrà!’ e si copre d’un velo la faccia. |
| 16 I ladri, di notte, sfondano le case; di giorno, si tengono rinchiusi; non conoscono la luce. |
| 17 Il mattino è per essi come ombra di morte; appena lo scorgono provano i terrori del buio. |
| 18 Voi dite: ‘L’empio è una festuca sulla faccia dell’acque; la sua parte sulla terra è maledetta; non prenderà più la via delle vigne. |
| 19 Come la siccità e il calore assorbon le acque della neve, così il soggiorno de’ morti inghiottisce chi ha peccato. |
| 20 Il seno che lo portò, l’oblia; i vermi ne fanno il loro pasto delizioso, nessuno più lo ricorda. |
| 21 L’iniquo sarà troncato come un albero: ei che divorava la sterile, priva di figli, e non faceva del bene alla vedova!’ |
| 22 Invece, Iddio con la sua forza prolunga i giorni dei prepotenti, i quali risorgono, quand’omai disperavan della vita. |
| 23 Dà loro sicurezza, fiducia, e i suoi occhi vegliano sul loro cammino. |
| 24 Salgono in alto, poi scompaiono ad un tratto; cadono, son mietuti come gli altri mortali; son falciati come le spighe del grano maturo. |
| 25 Se così non è, chi mi smentirà, chi annienterà il mio dire?’ |
| Giobbe 25 |
| 1 Allora Bildad di Suach rispose e disse: |
| 2 A Dio appartiene il dominio e il terrore: egli fa regnare la pace ne’ suoi luoghi altissimi. |
| 3 Le sue legioni si posson forse contare? Su chi non si leva la sua luce? |
| 4 Come può dunque l’uomo esser giusto dinanzi a Dio? Come può esser puro il nato dalla donna? |
| 5 Ecco, la luna stessa manca di chiarore, e le stelle non son pure agli occhi di lui; |
| 6 quanto meno l’uomo, ch’è un verme, il figliuol d’uomo ch’è un vermicciuolo!’ |
| Giobbe 26 |
| 1 Allora Giobbe rispose e disse: |
| 2 Come hai bene aiutato il debole! Come hai sorretto il braccio senza forza! |
| 3 Come hai ben consigliato chi è privo di sapienza! E che abbondanza di sapere tu gli hai comunicato! |
| 4 Ma a chi ti credi di aver parlato? E di chi è lo spirito che parla per mezzo tuo? |
| 5 Dinanzi a Dio tremano le ombre disotto alle acque ed ai loro abitanti. |
| 6 Dinanzi a lui il soggiorno de’ morti è nudo, l’abisso è senza velo. |
| 7 Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla. |
| 8 Rinchiude le acque nelle sue nubi, e le nubi non scoppiano per il peso. |
| 9 Nasconde l’aspetto del suo trono, vi distende sopra le sue nuvole. |
| 10 Ha tracciato un cerchio sulla faccia dell’acque, là dove la luce confina colle tenebre. |
| 11 Le colonne del cielo sono scosse, e tremano alla sua minaccia. |
| 12 Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza ne abbatte l’orgoglio. |
| 13 Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente. |
| 14 Ecco, questi non son che gli estremi lembi dell’azione sua. Non ce ne giunge all’orecchio che un breve susurro; Ma il tuono delle sue potenti opere chi lo può intendere? |
| Giobbe 27 |
| 1 Giobbe riprese il suo discorso e disse: |
| 2 ‘Come vive Iddio che mi nega giustizia, come vive l’Onnipotente che mi amareggia l’anima, |
| 3 finché avrò fiato e il soffio di Dio sarà nelle mie nari, |
| 4 le mie labbra, no, non diranno nulla d’ingiusto, e la mia lingua non proferirà falsità. |
| 5 Lungi da me l’idea di darvi ragione! Fino all’ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità. |
| 6 Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo de’ miei giorni. |
| 7 Sia trattato da malvagio il mio nemico e da perverso chi si leva contro di me! |
| 8 Quale speranza rimane mai all’empio quando Iddio gli toglie, gli rapisce l’anima? |
| 9 Iddio presterà egli orecchio al grido di lui, quando gli verrà sopra la distretta? |
| 10 Potrà egli prendere il suo diletto nell’Onnipotente? invocare Iddio in ogni tempo? |
| 11 Io vi mostrerò il modo d’agire di Dio, non vi nasconderò i disegni dell’Onnipotente. |
| 12 Ma queste cose voi tutti le avete osservate e perché dunque vi perdete in vani discorsi? |
| 13 Ecco la parte che Dio riserba all’empio, l’eredità che l’uomo violento riceve dall’Onnipotente. |
| 14 Se ha figli in gran numero son per la spada; la sua progenie non avrà pane da saziarsi. |
| 15 I superstiti son sepolti dalla morte, e le vedove loro non li piangono. |
| 16 Se accumula l’argento come polvere, se ammucchia vestiti come fango; |
| 17 li ammucchia, sì, ma se ne vestirà il giusto, e l’argento l’avrà come sua parte l’innocente. |
| 18 La casa ch’ei si edifica è come quella della tignuola, come il capanno che fa il guardiano della vigna. |
| 19 Va a letto ricco, ma per l’ultima volta; apre gli occhi e non è più. |
| 20 Terrori lo sorprendono come acque; nel cuor della notte lo rapisce un uragano. |
| 21 Il vento d’oriente lo porta via, ed egli se ne va; lo spazza in un turbine dal luogo suo. |
| 22 Iddio gli scaglia addosso i suoi dardi, senza pietà, per quanto egli tenti di scampare a’ suoi colpi. |
| 23 La gente batte le mani quando cade, e fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava. |
| Giobbe 28 |
| 1 Ha una miniera l’argento, e l’oro un luogo dove lo si affina. |
| 2 Il ferro si cava dal suolo, e la pietra fusa dà il rame. |
| 3 L’uomo ha posto fine alle tenebre, egli esplora i più profondi recessi, per trovar le pietre che son nel buio, nell’ombra di morte. |
| 4 Scava un pozzo lontan dall’abitato; il piede più non serve a quei che vi lavorano; son sospesi, oscillano lungi dai mortali. |
| 5 Dalla terra esce il pane, ma, nelle sue viscere, è sconvolta come dal fuoco. |
| 6 Le sue rocce son la dimora dello zaffìro, e vi si trova della polvere d’oro. |
| 7 L’uccello di rapina non conosce il sentiero che vi mena, né l’ha mai scorto l’occhio del falco. |
| 8 Le fiere superbe non vi hanno messo piede, e il leone non v’è passato mai. |
| 9 L’uomo stende la mano sul granito, rovescia dalle radici le montagne. |
| 10 Pratica trafori per entro le rocce, e l’occhio suo scorge quanto v’è di prezioso. |
| 11 Infrena le acque perché non gemano, e le cose nascoste trae fuori alla luce. |
| 12 Ma la Sapienza, dove trovarla? E dov’è il luogo della Intelligenza? |
| 13 L’uomo non ne sa la via, non la si trova sulla terra de’ viventi. |
| 14 L’abisso dice: ‘Non è in me’; il mare dice: ‘Non sta da me’. |
| 15 Non la si ottiene in cambio d’oro, né la si compra a peso d’argento. |
| 16 Non la si acquista con l’oro di Ofir, con l’ònice prezioso o con lo zaffìro. |
| 17 L’oro ed il vetro non reggono al suo confronto, non la si dà in cambio di vasi d’oro fino. |
| 18 Non si parli di corallo, di cristallo; la Sapienza val più delle perle. |
| 19 Il topazio d’Etiopia non può starle a fronte, l’oro puro non ne bilancia il valore. |
| 20 Donde vien dunque la Sapienza? E dov’è il luogo della Intelligenza? |
| 21 Essa è nascosta agli occhi d’ogni vivente, è celata agli uccelli del cielo. |
| 22 L’abisso e la morte dicono: ‘Ne abbiamo avuto qualche sentore’. |
| 23 Dio solo conosce la via che vi mena, egli solo sa il luogo dove dimora, |
| 24 perché il suo sguardo giunge sino alle estremità della terra, perch’egli vede tutto quel ch’è sotto i cieli. |
| 25 Quando regolò il peso del vento e fissò la misura dell’acque, |
| 26 quando dette una legge alla pioggia e tracciò la strada al lampo dei tuoni, |
| 27 allora la vide e la rivelò, la stabilì ed anche l’investigò. |
| 28 E disse all’uomo: ‘Ecco: temere il Signore: questa è la Sapienza, e fuggire il male è l’Intelligenza’. |
| Giobbe 29 |
| 1 Giobbe riprese il suo discorso e disse: |
| 2 Oh foss’io come ne’ mesi d’una volta, come ne’ giorni in cui Dio mi proteggeva, |
| 3 quando la sua lampada mi risplendeva sul capo, e alla sua luce io camminavo nelle tenebre! |
| 4 Oh fossi com’ero a’ giorni della mia maturità, quando Iddio vegliava amico sulla mia tenda, |
| 5 quando l’Onnipotente stava ancora meco, e avevo i miei figliuoli dintorno; |
| 6 quando mi lavavo i piedi nel latte e dalla roccia mi fluivano ruscelli d’olio! |
| 7 Allorché uscivo per andare alla porta della città e mi facevo preparare il seggio sulla piazza, |
| 8 i giovani, al vedermi, si ritiravano, i vecchi s’alzavano e rimanevano in piedi; |
| 9 i maggiorenti cessavan di parlare e si mettevan la mano sulla bocca; |
| 10 la voce dei capi diventava muta, la lingua s’attaccava al loro palato. |
| 11 L’orecchio che mi udiva, mi diceva beato; l’occhio che mi vedeva mi rendea testimonianza, |
| 12 perché salvavo il misero che gridava aiuto, e l’orfano che non aveva chi lo soccorresse. |
| 13 Scendea su me la benedizione di chi stava per perire, e facevo esultare il cuor della vedova. |
| 14 La giustizia era il mio vestimento ed io il suo; la probità era come il mio mantello e il mio turbante. |
| 15 Ero l’occhio del cieco, il piede dello zoppo; |
| 16 ero il padre de’ poveri, e studiavo a fondo la causa dello sconosciuto. |
| 17 Spezzavo la ganascia all’iniquo, e gli facevo lasciar la preda che avea fra i denti. |
| 18 E dicevo: ‘Morrò nel mio nido, e moltiplicherò i miei giorni come la rena; |
| 19 le mie radici si stenderanno verso l’acque, la rugiada passerà la notte sui miei rami; |
| 20 la mia gloria sempre si rinnoverà, e l’arco rinverdirà nella mia mano’. |
| 21 Gli astanti m’ascoltavano pieni d’aspettazione, si tacevan per udire il mio parere. |
| 22 Quand’avevo parlato, non replicavano; la mia parola scendeva su loro come una rugiada. |
| 23 E m’aspettavan come s’aspetta la pioggia; aprivan larga la bocca come a un acquazzone di primavera. |
| 24 Io sorridevo loro quand’erano sfiduciati; e non potevano oscurar la luce del mio volto. |
| 25 Quando andavo da loro, mi sedevo come capo, ed ero come un re fra le sue schiere, come un consolatore in mezzo agli afflitti. |
| Giobbe 30 |
| 1 E ora servo di zimbello a de’ più giovani di me, i cui padri non mi sarei degnato di mettere fra i cani del mio gregge! |
| 2 E a che m’avrebbe servito la forza delle lor mani? Gente incapace a raggiungere l’età matura, |
| 3 smunta dalla miseria e dalla fame, ridotta a brucare il deserto, la terra da tempo nuda e desolata, |
| 4 strappando erba salsa presso ai cespugli, ed avendo per pane, radici di ginestra. |
| 5 Sono scacciati di mezzo agli uomini, grida lor dietro la gente come dietro al ladro, |
| 6 abitano in burroni orrendi, nelle caverne della terra e fra le rocce; |
| 7 ragliano fra i cespugli, si sdraiano alla rinfusa sotto i rovi; |
| 8 gente da nulla, razza senza nome, cacciata via dal paese a bastonate. |
| 9 E ora io sono il tema delle loro canzoni, il soggetto dei loro discorsi. |
| 10 Mi aborrono, mi fuggono, non si trattengono dallo sputarmi in faccia. |
| 11 Non han più ritegno, m’umiliano, rompono ogni freno in mia presenza. |
| 12 Questa genìa si leva alla mia destra, m’incalzano, e si appianano le vie contro di me per distruggermi. |
| 13 Hanno sovvertito il mio cammino, lavorano alla mia ruina, essi che nessuno vorrebbe soccorrere! |
| 14 S’avanzano come per un’ampia breccia, si precipitano innanzi in mezzo alle ruine. |
| 15 Terrori mi si rovesciano addosso; l’onor mio è portato via come dal vento, è passata come una nube la mia felicità. |
| 16 E ora l’anima mia si strugge in me, m’hanno còlto i giorni dell’afflizione. |
| 17 La notte mi trafigge, mi stacca l’ossa, e i dolori che mi rodono non hanno posa. |
| 18 Per la gran violenza del mio male la mia veste si sforma, mi si serra addosso come la tunica. |
| 19 Iddio m’ha gettato nel fango, e rassomiglio alla polvere e alla cenere. |
| 20 Io grido a te, e tu non mi rispondi; ti sto dinanzi, e tu mi stai a considerare! |
| 21 Ti sei mutato in nemico crudele verso di me; mi perseguiti con la potenza della tua mano. |
| 22 Mi levi per aria, mi fai portar via dal vento, e mi annienti nella tempesta. |
| 23 Giacché, lo so, tu mi meni alla morte, alla casa di convegno di tutti i viventi. |
| 24 Ma chi sta per perire non protende la mano? e nell’angoscia sua non grida al soccorso? |
| 25 Non piangevo io forse per chi era nell’avversità? l’anima mia non era ella angustiata per il povero? |
| 26 Speravo il bene, ed è venuto il male; aspettavo la luce, ed è venuta l’oscurità! |
| 27 Le mie viscere bollono e non hanno requie, son venuti per me giorni d’afflizione. |
| 28 Me ne vo tutto annerito, ma non dal sole; mi levo in mezzo alla raunanza, e grido aiuto; |
| 29 son diventato fratello degli sciacalli, compagno degli struzzi. |
| 30 La mia pelle è nera, e cade a pezzi; le mie ossa son calcinate dall’arsura. |
| 31 La mia cetra non dà più che accenti di lutto, e la mia zampogna voce di pianto. |
| Giobbe 31 |
| 1 Io avevo stretto un patto con gli occhi miei; come dunque avrei fissati gli sguardi sopra una vergine? |
| 2 Che parte mi avrebbe assegnata Iddio dall’alto e quale eredità m’avrebbe data l’Onnipotente dai luoghi eccelsi? |
| 3 La sventura non è ella per il perverso e le sciagure per quelli che fanno il male? |
| 4 Iddio non vede egli le mie vie? non conta tutti i miei passi? |
| 5 Se ho camminato insieme alla menzogna, se il piede mio s’è affrettato dietro alla frode |
| 6 (Iddio mi pesi con bilancia giusta e riconoscerà la mia integrità) |
| 7 se i miei passi sono usciti dalla retta via, se il mio cuore è ito dietro ai miei occhi, se qualche sozzura mi s’è attaccata alle mani, |
| 8 ch’io semini e un altro mangi, e quel ch’è cresciuto nei miei campi sia sradicato! |
| 9 Se il mio cuore s’è lasciato sedurre per amor d’una donna, se ho spiato la porta del mio prossimo, |
| 10 che mia moglie giri la macina ad un altro, e che altri abusino di lei! |
| 11 Poiché quella è una scelleratezza, un misfatto punito dai giudici, |
| 12 un fuoco che consuma fino a perdizione, e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna. |
| 13 Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva, quand’eran meco in lite, |
| 14 che farei quando Iddio si levasse per giudicarmi, e che risponderei quando mi esaminasse? |
| 15 Chi fece me nel seno di mia madre non fece anche lui? non ci ha formati nel seno materno uno stesso Iddio? |
| 16 Se ho rifiutato ai poveri quel che desideravano, se ho fatto languire gli occhi della vedova, |
| 17 se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane senza che l’orfano ne mangiasse la sua parte, |
| 18 io che fin da giovane l’ho allevato come un padre, io che fin dal seno di mia madre sono stato guida alla vedova, |
| 19 se ho visto uno perire per mancanza di vesti o il povero senza una coperta, |
| 20 se non m’hanno benedetto i suoi fianchi, ed egli non s’è riscaldato colla lana dei miei agnelli, |
| 21 se ho levato la mano contro l’orfano perché mi sapevo sostenuto alla porta... |
| 22 che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e cada! |
| 23 E invero mi spaventava il castigo di Dio, ed ero trattenuto dalla maestà di lui. |
| 24 Se ho riposto la mia fiducia nell’oro, se all’oro fino ho detto: ‘Tu sei la mia speranza’, |
| 25 se mi son rallegrato che le mie ricchezze fosser grandi e la mia mano avesse molto accumulato, |
| 26 se, contemplando il sole che raggiava e la luna che procedeva lucente nel suo corso, |
| 27 il mio cuore, in segreto, s’è lasciato sedurre e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano |
| 28 (misfatto anche questo punito dai giudici ché avrei difatti rinnegato l’Iddio ch’è di sopra), |
| 29 se mi son rallegrato della sciagura del mio nemico ed ho esultato quando gli ha incòlto sventura |
| 30 (io, che non ho permesso alle mie labbra di peccare chiedendo la sua morte con imprecazione), |
| 31 se la gente della mia tenda non ha detto: ‘Chi è che non si sia saziato della carne delle sue bestie?’ |
| 32 (lo straniero non passava la notte fuori; le mie porte erano aperte al viandante), |
| 33 se, come fan gli uomini, ho coperto i miei falli celando nel petto la mia iniquità, |
| 34 perché avevo paura della folla e dello sprezzo delle famiglie al punto da starmene queto e non uscir di casa... |
| 35 Oh, avessi pure chi m’ascoltasse!... ecco qua la mia firma! l’Onnipotente mi risponda! Scriva l’avversario mio la sua querela, |
| 36 ed io la porterò attaccata alla mia spalla, me la cingerò come un diadema! |
| 37 Gli renderò conto di tutt’i miei passi, a lui m’appresserò come un principe! |
| 38 Se la mia terra mi grida contro, se tutti i suoi solchi piangono, |
| 39 se ne ho mangiato il frutto senza pagarla, se ho fatto sospirare chi la coltivava, |
| 40 che invece di grano mi nascano spine, invece d’orzo mi crescano zizzanie! Qui finiscono i discorsi di Giobbe. |
| Giobbe 32 |
| 1 Quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe perché egli si credeva giusto. |
| 2 Allora l’ira di Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita della tribù di Ram, s’accese: |
| 3 s’accese contro Giobbe, perché riteneva giusto se stesso anziché Dio; s’accese anche contro i tre amici di lui perché non avean trovato che rispondere, sebbene condannassero Giobbe. |
| 4 Ora, siccome quelli erano più attempati di lui, |
| 5 Elihu aveva aspettato a parlare a Giobbe; ma quando vide che dalla bocca di quei tre uomini non usciva più risposta, s’accese d’ira. |
| 6 Ed Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita, rispose e disse: Io son giovine d’età e voi siete vecchi; perciò mi son tenuto indietro e non ho ardito esporvi il mio pensiero. |
| 7 Dicevo: ‘Parleranno i giorni, e il gran numero degli anni insegnerà la sapienza’. |
| 8 Ma, nell’uomo, quel che lo rende intelligente è lo spirito, è il soffio dell’Onnipotente. |
| 9 Non quelli di lunga età sono sapienti, né i vecchi son quelli che comprendono il giusto. |
| 10 Perciò dico: ‘Ascoltatemi; vi esporrò anch’io il mio pensiero’. |
| 11 Ecco, ho aspettato i vostri discorsi, ho ascoltato i vostri argomenti, mentre andavate cercando altre parole. |
| 12 V’ho seguìto attentamente, ed ecco, nessun di voi ha convinto Giobbe, nessuno ha risposto alle sue parole. |
| 13 Non avete dunque ragione di dire: ‘Abbiam trovato la sapienza! Dio soltanto lo farà cedere; non l’uomo!’ |
| 14 Egli non ha diretto i suoi discorsi contro a me, ed io non gli risponderò colle vostre parole. |
| 15 Eccoli sconcertati! non rispondon più, non trovan più parole. |
| 16 Ed ho aspettato che non parlassero più, che restassero e non rispondessero più. |
| 17 Ma ora risponderò anch’io per mio conto, esporrò anch’io il mio pensiero! |
| 18 Perché son pieno di parole, e lo spirito ch’è dentro di me mi stimola. |
| 19 Ecco il mio seno è come vin rinchiuso, è simile ad otri pieni di vin nuovo, che stanno per scoppiare. |
| 20 Parlerò dunque e mi solleverò, aprirò le labbra e risponderò! |
| 21 E lasciate ch’io parli senza riguardi personali, senza adulare alcuno; |
| 22 poiché adulare io non so; se lo facessi, il mio Fattore tosto mi torrebbe di mezzo. |
| Giobbe 33 |
| 1 Ma pure, ascolta, o Giobbe, il mio dire, porgi orecchio a tutte le mie parole! |
| 2 Ecco, apro la bocca, la lingua parla sotto il mio palato. |
| 3 Nelle mie parole è la rettitudine del mio cuore; le mie labbra diran sinceramente quello che so. |
| 4 Lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell’Onnipotente mi dà la vita. |
| 5 Se puoi, rispondimi; prepara le tue ragioni, fatti avanti! |
| 6 Ecco, io sono uguale a te davanti a Dio; anch’io, fui tratto dall’argilla. |
| 7 Spavento di me non potrà quindi sgomentarti, e il peso della mia autorità non ti potrà schiacciare. |
| 8 Davanti a me tu dunque hai detto (e ho bene udito il suono delle tue parole): |
| 9 ‘Io sono puro, senza peccato; sono innocente, non c’è iniquità in me; |
| 10 ma Dio trova contro me degli appigli ostili, mi tiene per suo nemico; |
| 11 mi mette i piedi nei ceppi, spia tutti i miei movimenti’. |
| 12 E io ti rispondo: In questo non hai ragione; giacché Dio è più grande dell’uomo. |
| 13 Perché contendi con lui? poich’egli non rende conto d’alcuno dei suoi atti. |
| 14 Iddio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l’uomo non ci bada; |
| 15 parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; |
| 16 allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, |
| 17 per distoglier l’uomo dal suo modo d’agire e tener lungi da lui la superbia; |
| 18 per salvargli l’anima dalla fossa, la vita dal dardo mortale. |
| 19 L’uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore, dall’agitazione incessante delle sue ossa; |
| 20 quand’egli ha in avversione il pane, e l’anima sua schifa i cibi più squisiti; |
| 21 la carne gli si consuma, e sparisce, mentre le ossa, prima invisibili, gli escon fuori, |
| 22 l’anima sua si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che danno la morte. |
| 23 Ma se, presso a lui, v’è un angelo, un interprete, uno solo fra i mille, che mostri all’uomo il suo dovere, |
| 24 Iddio ha pietà di lui e dice: ‘Risparmialo, che non scenda nella fossa! Ho trovato il suo riscatto’. |
| 25 Allora la sua carne divien fresca più di quella d’un bimbo; egli torna ai giorni della sua giovinezza; |
| 26 implora Dio, e Dio gli è propizio; gli dà di contemplare il suo volto con giubilo, e lo considera di nuovo come giusto. |
| 27 Ed egli va cantando fra la gente e dice: ‘Avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo. |
| 28 Iddio ha riscattato l’anima mia, onde non scendesse nella fossa e la mia vita si schiude alla luce!’ |
| 29 Ecco, tutto questo Iddio lo fa due, tre volte, all’uomo, |
| 30 per ritrarre l’anima di lui dalla fossa, perché su di lei splenda la luce della vita. |
| 31 Sta’ attento, Giobbe, dammi ascolto; taci, ed io parlerò. |
| 32 Se hai qualcosa da dire, rispondimi, parla, ché io vorrei poterti dar ragione. |
| 33 Se no, tu dammi ascolto, taci, e t’insegnerò la saviezza. |
| Giobbe 34 |
| 1 Elihu riprese a parlare e disse: |
| 2 ‘O voi savi, ascoltate le mie parole! Voi che siete intelligenti, prestatemi orecchio! |
| 3 Poiché l’orecchio giudica dei discorsi, come il palato assapora le vivande. |
| 4 Scegliamo quello ch’è giusto riconosciamo fra noi quello ch’è buono. |
| 5 Giobbe ha detto: ‘Sono giusto, ma Dio mi nega giustizia; |
| 6 ho ragione, e passo da bugiardo; la mia ferita è incurabile, e sono senza peccato’. |
| 7 Dov’è l’uomo che al par di Giobbe tracanni gli empi scherni come l’acqua, |
| 8 cammini in compagnia de’ malfattori, e vada assieme con gli scellerati? |
| 9 Poiché ha detto: ‘Non giova nulla all’uomo l’avere il suo diletto in Dio’. |
| 10 Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio il male, lungi dall’Onnipotente l’iniquità! |
| 11 Poich’egli rende all’uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta. |
| 12 No, di certo Iddio non commette ingiustizie! l’Onnipotente non perverte il diritto. |
| 13 Chi gli ha dato il governo della terra? Chi ha affidato l’universo alla sua cura? |
| 14 S’ei non ponesse mente che a se stesso, se ritirasse a sé il suo spirito e il suo soffio, |
| 15 ogni carne perirebbe d’un tratto, e l’uomo ritornerebbe in polvere. |
| 16 Se tu se’ intelligente, ascolta questo, porgi orecchio alla voce delle mie parole. |
| 17 Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare? E osi tu condannare il Giusto, il Potente, |
| 18 che chiama i re ‘uomini da nulla’ e i principi: ‘scellerati’, |
| 19 che non porta rispetto all’apparenza de’ grandi, che non considera il ricco più del povero, perché son tutti opera delle sue mani? |
| 20 In un attimo, essi muoiono; nel cuor della notte, la gente del popolo è scossa e scompare, i potenti son portati via, senza man d’uomo. |
| 21 Perché Iddio tien gli occhi aperti sulle vie de’ mortali, e vede tutti i lor passi. |
| 22 Non vi son tenebre, non v’è ombra di morte, ove possa nascondersi chi opera iniquamente. |
| 23 Dio non ha bisogno d’osservare a lungo un uomo per trarlo davanti a lui in giudizio. |
| 24 Egli fiacca i potenti, senza inchiesta; e ne stabilisce altri al loro posto; |
| 25 poich’egli conosce le loro azioni; li abbatte nella notte, e son fiaccati; |
| 26 li colpisce come dei malvagi, in presenza di tutti, |
| 27 perché si sono sviati da lui e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie; |
| 28 han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici. |
| 29 Quando Iddio dà requie chi lo condannerà? Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un individuo, |
| 30 per impedire all’empio di regnare, per allontanar dal popolo le insidie? |
| 31 Quell’empio ha egli detto a Dio: ‘Io porto la mia pena, non farò più il male, |
| 32 mostrami tu quel che non so vedere; se ho agito perversamente, non lo farò più’? |
| 33 Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: ‘Scegli tu, non io, quello che sai, dillo’? |
| 34 La gente assennata e ogni uomo savio che m’ascolta, mi diranno: |
| 35 ‘Giobbe parla senza giudizio, le sue parole sono senza intendimento’. |
| 36 Ebbene, sia Giobbe provato sino alla fine! poiché le sue risposte son quelle degli iniqui, |
| 37 poiché aggiunge al peccato suo la ribellione, batte le mani in mezzo a noi, e moltiplica le sue parole contro Dio. |
| Giobbe 35 |
| 1 Poi Elihu riprese il discorso e disse: |
| 2 Credi tu d’aver ragione quando dici: ‘Dio non si cura della mia giustizia’? |
| 3 Infatti hai detto: ‘Che mi giova? che guadagno io di più a non peccare?’ |
| 4 Io ti darò la risposta: a te ed agli amici tuoi. |
| 5 Considera i cieli, e vedi! guarda le nuvole, come sono più in alto di te! |
| 6 Se pecchi, che torto gli fai? Se moltiplichi i tuoi misfatti, che danno gli rechi? |
| 7 Se sei giusto, che gli dai? Che ricev’egli dalla tua mano? |
| 8 La tua malvagità non nuoce che al tuo simile, e la tua giustizia non giova che ai figli degli uomini. |
| 9 Si grida per le molte oppressioni, si levano lamenti per la violenza dei grandi; |
| 10 ma nessuno dice: ‘Dov’è Dio, il mio creatore, che nella notte concede canti di gioia, |
| 11 che ci fa più intelligenti delle bestie de’ campi e più savi degli uccelli del cielo?’ |
| 12 Si grida, sì, ma egli non risponde, a motivo della superbia dei malvagi. |
| 13 Certo, Dio non dà ascolto a lamenti vani; l’Onnipotente non ne fa nessun caso. |
| 14 E tu, quando dici che non lo scorgi, la causa tua gli sta dinanzi; sappilo aspettare! |
| 15 Ma ora, perché la sua ira non punisce, perch’egli non prende rigorosa conoscenza delle trasgressioni, |
| 16 Giobbe apre vanamente le labbra e accumula parole senza conoscimento. |
| Giobbe 36 |
| 1 Poi Elihu seguitando disse: |
| 2 ‘Aspetta un po’, io t’istruirò; perché c’è da dire ancora a pro di Dio. |
| 3 Io trarrò la mia scienza da lontano e renderò giustizia a colui che m’ha fatto. |
| 4 Per certo, le mie parole non son bugiarde; ti sta dinanzi un uomo dotato di perfetta scienza. |
| 5 Ecco, Iddio è potente, ma non disdegna nessuno; è potente per la forza dell’intelletto suo. |
| 6 Ei non lascia viver l’empio, e fa ragione ai miseri. |
| 7 Non storna lo sguardo suo dai giusti, ma li pone coi re sul trono, ve li fa sedere per sempre, e così li esalta. |
| 8 Se gli uomini son talora stretti da catene se son presi nei legami dell’afflizione, |
| 9 Dio fa lor conoscere la lor condotta, le loro trasgressioni, giacché si sono insuperbiti; |
| 10 egli apre così i loro orecchi a’ suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male. |
| 11 Se l’ascoltano, se si sottomettono, finiscono i loro giorni nel benessere, e gli anni loro nella gioia; |
| 12 ma, se non l’ascoltano, periscon trafitti da’ suoi dardi, muoiono per mancanza d’intendimento. |
| 13 Gli empi di cuore s’abbandonano alla collera, non implorano Iddio quand’ei gl’incatena; |
| 14 così muoiono nel fior degli anni, e la lor vita finisce come quella dei dissoluti; |
| 15 ma Dio libera l’afflitto mediante l’afflizione, e gli apre gli orecchi mediante la sventura. |
| 16 Te pure ei vuol trarre dalle fauci della distretta, al largo, dove non è più angustia, e coprir la tua mensa tranquilla di cibi succulenti. |
| 17 Ma, se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso. |
| 18 Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, e la grandezza del riscatto non t’induca a fuorviare! |
| 19 Farebbe egli caso delle tue ricchezze? Non han valore per lui, né l’oro, né tutta la possanza dell’opulenza. |
| 20 Non anelare a quella notte che porta via i popoli dal luogo loro. |
| 21 Guàrdati bene dal volgerti all’iniquità, tu che sembri preferirla all’afflizione! |
| 22 Vedi, Iddio è eccelso nella sua potenza; chi può insegnare come lui? |
| 23 Chi gli prescrive la via da seguire? Chi osa dirgli: ‘Tu hai fatto male?’ |
| 24 Pensa piuttosto a magnificar le sue opere; gli uomini le celebrano nei loro canti, |
| 25 tutti le ammirano, il mortale le contempla da lungi. |
| 26 Sì, Iddio è grande e noi non lo possiam conoscere; incalcolabile è il numero degli anni suoi. |
| 27 Egli attrae a sé le gocciole dell’acqua; dai vapori ch’egli ha formato stilla la pioggia. |
| 28 Le nubi la spandono, la rovesciano sulla folla de’ mortali. |
| 29 E chi può capire lo spiegamento delle nubi, i fragori che scoppiano nel suo padiglione? |
| 30 Ecco, ora egli spiega intorno a sé la sua luce, or prende per coperta le profondità del mare. |
| 31 Per tal modo punisce i popoli, e dà loro del cibo in abbondanza. |
| 32 S’empie di fulmini le mani, e li lancia contro gli avversari. |
| 33 Il rombo del tuono annunzia ch’ei viene, gli animali lo presenton vicino. |
| Giobbe 37 |
| 1 A tale spettacolo il cuor mi trema e balza fuor del suo luogo. |
| 2 Udite, udite il fragore della sua voce, il rombo che esce dalla sua bocca! |
| 3 Egli lo lancia sotto tutti i cieli e il suo lampo guizza fino ai lembi della terra. |
| 4 Dopo il lampo, una voce rugge; egli tuona con la sua voce maestosa; e quando s’ode la voce, il fulmine non è già più nella sua mano. |
| 5 Iddio tuona con la sua voce maravigliosamente; grandi cose egli fa che noi non intendiamo. |
| 6 Dice alla neve: ‘Cadi sulla terra!’ lo dice al nembo della pioggia, al nembo delle piogge torrenziali. |
| 7 Rende inerte ogni mano d’uomo, onde tutti i mortali, che son opera sua, imparino a conoscerlo. |
| 8 Le bestie selvagge vanno nel covo, e stan ritirate entro le tane. |
| 9 Dai recessi del sud viene l’uragano, dagli aquiloni il freddo. |
| 10 Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e si contrae la distesa dell’acque. |
| 11 Egli carica pure le nubi d’umidità, disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi |
| 12 ed esse, da lui guidate, vanno vagando nei lor giri per eseguir quanto ei loro comanda sopra la faccia di tutta la terra; |
| 13 e le manda o come flagello, o come beneficio alla sua terra, o come prova della sua bontà. |
| 14 Porgi l’orecchio a questo, o Giobbe; fermati, e considera le maraviglie di Dio! |
| 15 Sai tu come Iddio le diriga e faccia guizzare il lampo dalle sue nubi? |
| 16 Conosci tu l’equilibrio delle nuvole, le maraviglie di colui la cui scienza è perfetta? |
| 17 Sai tu come mai gli abiti tuoi sono caldi quando la terra s’assopisce sotto il soffio dello scirocco? |
| 18 Puoi tu, come lui, distendere i cieli e farli solidi come uno specchio di metallo? |
| 19 Insegnaci tu che dirgli!... Nelle tenebre nostre, noi non abbiam parole. |
| 20 Gli si annunzierà forse ch’io voglio parlare? Ma chi mai può bramare d’essere inghiottito? |
| 21 Nessuno può fissare il sole che sfolgora ne’ cieli quando v’è passato il vento a renderli tersi. |
| 22 Dal settentrione viene l’oro; ma Dio è circondato da una maestà terribile; |
| 23 l’Onnipotente noi non lo possiam scoprire. Egli è grande in forza, in equità, in perfetta giustizia; egli non opprime alcuno. |
| 24 Perciò gli uomini lo temono; ei non degna d’uno sguardo chi si presume savio. |
| Giobbe 38 |
| 1 Allora l’Eterno rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: |
| 2 Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno? |
| 3 Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami! |
| 4 Dov’eri tu quand’io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. |
| 5 Chi ne fissò le dimensioni? giacché tu il sai! O chi tirò sovr’essa la corda da misurare? |
| 6 Su che furon poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare |
| 7 quando le stelle del mattino cantavan tutte assieme e tutti i figli di Dio davan in gridi di giubilo? |
| 8 Chi chiuse con porte il mare balzante fuor dal seno materno, |
| 9 quando gli detti le nubi per vestimento e per fasce l’oscurità, |
| 10 quando gli tracciai de’ confini, gli misi sbarre e porte, |
| 11 e dissi: ‘Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerà l’orgoglio de’ tuoi flutti?’ |
| 12 Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino? o insegnato il suo luogo all’aurora, |
| 13 perch’ella afferri i lembi della terra, e ne scuota via i malvagi? |
| 14 La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo, e appar come vestita d’un ricco manto; |
| 15 i malfattori sono privati della luce loro, e il braccio, alzato già, è spezzato. |
| 16 Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare? hai tu passeggiato in fondo all’abisso? |
| 17 Le porte della morte ti son esse state scoperte? Hai tu veduto le porte dell’ombra di morte? |
| 18 Hai tu abbracciato collo sguardo l’ampiezza della terra? Parla, se la conosci tutta! |
| 19 Dov’è la via che guida al soggiorno della luce? E la tenebra dov’è la sua dimora? |
| 20 Le puoi tu menare verso i loro dominî, e sai tu bene i sentieri per ricondurle a casa? |
| 21 Lo sai di sicuro! ché tu eri, allora, già nato, e il numero de’ tuoi giorni è grande!... |
| 22 Sei tu entrato ne’ depositi della neve? Li hai visti i depositi della grandine |
| 23 ch’io tengo in serbo per i tempi della distretta, pel giorno della battaglia e della guerra? |
| 24 Per quali vie si diffonde la luce e si sparge il vento orientale sulla terra? |
| 25 Chi ha aperto i canali all’acquazzone e segnato la via al lampo dei tuoni, |
| 26 perché la pioggia cada sulla terra inabitata, sul deserto ove non sta alcun uomo, |
| 27 e disseti le solitudini desolate, sì che vi germogli e cresca l’erba? |
| 28 Ha forse la pioggia un padre? o chi genera le gocce della rugiada? |
| 29 Dal seno di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce? |
| 30 Le acque, divenute come pietra, si nascondono, e la superficie dell’abisso si congela. |
| 31 Sei tu che stringi i legami delle Pleiadi, o potresti tu scioglier le catene d’Orione? |
| 32 Sei tu che, al suo tempo, fai apparire le costellazioni e guidi la grand’Orsa insieme a’ suoi piccini? |
| 33 Conosci tu le leggi del cielo? e regoli tu il dominio di esso sulla terra? |
| 34 Puoi tu levar la voce fino alle nubi, e far che abbondanza di pioggia ti ricopra? |
| 35 I fulmini parton forse al tuo comando? Ti dicono essi: ‘Eccoci qua’? |
| 36 Chi ha messo negli strati delle nubi sapienza, o chi ha dato intelletto alla meteora? |
| 37 Chi conta con sapienza le nubi? e gli otri del cielo chi li versa |
| 38 allorché la polvere stemperata diventa come una massa in fusione e le zolle de’ campi si saldan fra loro? |
| 39 Sei tu che cacci la preda per la leonessa, che sazi la fame de’ leoncelli |
| 40 quando si appiattano nelle tane e si mettono in agguato nella macchia? |
| 41 Chi provvede il pasto al corvo quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo? |
| Giobbe 39 |
| 1 Sai tu quando le capre selvagge delle rocce figliano? Hai tu osservato quando le cerve partoriscono? |
| 2 Conti tu i mesi della lor pregnanza e sai tu il momento in cui debbono sgravarsi? |
| 3 S’accosciano, fanno i lor piccini, e son tosto liberate delle loro doglie; |
| 4 i lor piccini si fanno forti, crescono all’aperto, se ne vanno, e non tornan più alle madri. |
| 5 Chi manda libero l’onàgro, e chi scioglie i legami all’asino salvatico, |
| 6 al quale ho dato per dimora il deserto, e la terra salata per abitazione? |
| 7 Egli si beffa del frastuono della città, e non ode grida di padrone. |
| 8 Batte le montagne della sua pastura, e va in traccia d’ogni filo di verde. |
| 9 Il bufalo vorrà egli servirti o passar la notte presso alla tua mangiatoia? |
| 10 Legherai tu il bufalo con una corda perché faccia il solco? erpicherà egli le valli dietro a te? |
| 11 Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai a lui il tuo lavoro? |
| 12 Conterai su lui perché ti porti a casa la raccolta e ti ammonti il grano sull’aia? |
| 13 Lo struzzo batte allegramente l’ali; ma le penne e le piume di lui son esse pietose? |
| 14 No, poich’egli abbandona sulla terra le proprie uova e le lascia scaldar sopra la sabbia. |
| 15 Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare, e che le bestie dei campi le potran calpestare. |
| 16 Tratta duramente i suoi piccini, quasi non fosser suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba, |
| 17 ché Iddio l’ha privato di sapienza, e non gli ha impartito intelligenza. |
| 18 Ma quando si leva e piglia lo slancio, si beffa del cavallo e di chi lo cavalca. |
| 19 Sei tu che dài al cavallo il coraggio? che gli vesti il collo d’una fremente criniera? |
| 20 Sei tu che lo fai saltar come la locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento. |
| 21 Raspa la terra nella valle ed esulta della sua forza; si slancia incontro alle armi. |
| 22 Della paura si ride, non trema, non indietreggia davanti alla spada. |
| 23 Gli risuona addosso il turcasso, la folgorante lancia e il dardo. |
| 24 Con fremente furia divora la terra. Non sta più fermo quando suona la tromba. |
| 25 Com’ode lo squillo, dice: Aha! e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capi, e il grido di guerra. |
| 26 È l’intelligenza tua che allo sparviere fa spiccare il volo e spiegar l’ali verso mezzogiorno? |
| 27 È forse al tuo comando che l’aquila si leva in alto e fa il suo nido nei luoghi elevati? |
| 28 Abita nelle rocce e vi pernotta; sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; |
| 29 di là spia la preda, e i suoi occhi miran lontano. |
| 30 I suoi piccini s’abbeveran di sangue, e dove son de’ corpi morti, ivi ella si trova’. |
| Giobbe 40 |
| 1 L’Eterno continuò a rispondere a Giobbe e disse: |
| 2 Il censore dell’Onnipotente vuole ancora contendere con lui? Colui che censura Iddio ha egli una risposta a tutto questo? |
| 3 Allora Giobbe rispose all’Eterno e disse: |
| 4 ‘Ecco, io son troppo meschino; che ti risponderei? Io mi metto la mano sulla bocca. |
| 5 Ho parlato una volta, ma non riprenderò la parola, due volte... ma non lo farò più. |
| 6 L’Eterno allora rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: |
| 7 ‘Orsù, cingiti i lombi come un prode; ti farò delle domande e tu insegnami! |
| 8 Vuoi tu proprio annullare il mio giudizio? condannar me per giustificar te stesso? |
| 9 Hai tu un braccio pari a quello di Dio? o una voce che tuoni come la sua? |
| 10 Su via adornati di maestà, di grandezza, rivestiti di splendore, di magnificenza! |
| 11 Da’ libero corso ai furori dell’ira tua; mira tutti i superbi e abbassali! |
| 12 Mira tutti i superbi e umiliali! e schiaccia gli empi dovunque stanno! |
| 13 Seppelliscili tutti assieme nella polvere, copri di bende la lor faccia nel buio della tomba! |
| 14 Allora, anch’io ti loderò, perché la tua destra t’avrà dato la vittoria. |
| 15 Guarda l’ippopotamo che ho fatto al par di te; esso mangia l’erba come il bove. |
| 16 Ecco la sua forza è nei suoi lombi, e il vigor suo nei muscoli del ventre. |
| 17 Stende rigida come un cedro la coda; i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme. |
| 18 Le sue ossa sono tubi di rame; le sue membra, sbarre di ferro. |
| 19 Esso è il capolavoro di Dio; colui che lo fece l’ha fornito di falce, |
| 20 perché i monti gli producon la pastura; e là tutte le bestie de’ campi gli scherzano intorno. |
| 21 Si giace sotto i loti, nel folto de’ canneti, in mezzo alle paludi. |
| 22 I loti lo copron dell’ombra loro, i salci del torrente lo circondano. |
| 23 Straripi pure il fiume, ei non trema; rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola. |
| 24 Potrebbe alcuno impadronirsene assalendolo di fronte? o prenderlo colle reti per forargli il naso? |
| 25 Prenderai tu il coccodrillo all’amo? Gli assicurerai la lingua colla corda? |
| 26 Gli passerai un giunco per le narici? Gli forerai le mascelle con l’uncino? |
| 27 Ti rivolgerà egli molte supplicazioni? Ti dirà egli delle parole dolci? |
| 28 Farà egli teco un patto perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? |
| 29 Scherzerai tu con lui come fosse un uccello? L’attaccherai a un filo per divertir le tue ragazze? |
| 30 Ne trafficheranno forse i pescatori? Lo spartiranno essi fra i negozianti? |
| 31 Gli coprirai tu la pelle di dardi e la testa di ramponi? |
| 32 Mettigli un po’ le mani addosso!... Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai! |
| Giobbe 41 |
| 1 Ecco, fallace è la speranza di chi l’assale; basta scorgerlo e s’è atterrati. |
| 2 Nessuno è tanto ardito da provocarlo. E chi dunque oserà starmi a fronte? |
| 3 Chi mi ha anticipato alcun che perch’io glielo debba rendere? Sotto tutti i cieli, ogni cosa è mia. |
| 4 E non vo’ tacer delle sue membra, della sua gran forza, della bellezza della sua armatura. |
| 5 Chi l’ha mai spogliato della sua corazza? Chi è penetrato fra la doppia fila de’ suoi denti? |
| 6 Chi gli ha aperti i due battenti della gola? Intorno alla chiostra de’ suoi denti sta il terrore. |
| 7 Superbe son le file de’ suoi scudi, strettamente uniti come da un sigillo. |
| 8 Uno tocca l’altro, e tra loro non passa l’aria. |
| 9 Sono saldati assieme, si tengono stretti, sono inseparabili. |
| 10 I suoi starnuti danno sprazzi di luce; i suoi occhi son come le palpebre dell’aurora. |
| 11 Dalla sua bocca partono vampe, ne scappan fuori scintille di fuoco. |
| 12 Dalle sue narici esce un fumo, come da una pignatta che bolla o da una caldaia. |
| 13 L’alito suo accende i carboni, e una fiamma gli erompe dalla gola. |
| 14 Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore. |
| 15 Compatte sono in lui le parti flosce della carne, gli stanno salde addosso, non si muovono. |
| 16 Il suo cuore è duro come il sasso, duro come la macina di sotto. |
| 17 Quando si rizza, tremano i più forti, e dalla paura son fuori di sé. |
| 18 Invano lo si attacca con la spada; a nulla valgon lancia, giavellotto, corazza. |
| 19 Il ferro è per lui come paglia; il rame, come legno tarlato. |
| 20 La figlia dell’arco non lo mette in fuga; le pietre della fionda si mutano per lui in stoppia. |
| 21 Stoppia gli par la mazza e si ride del fremer della lancia. |
| 22 Il suo ventre è armato di punte acute, e lascia come tracce d’erpice sul fango. |
| 23 Fa bollire l’abisso come una caldaia, del mare fa come un gran vaso da profumi. |
| 24 Si lascia dietro una scia di luce; l’abisso par coperto di bianca chioma. |
| 25 Non v’è sulla terra chi lo domi; è stato fatto per non aver paura. |
| 26 Guarda in faccia tutto ciò ch’è eccelso, è re su tutte le belve più superbe. |
| Giobbe 42 |
| 1 Allora Giobbe rispose all’Eterno e disse: |
| 2 Io riconosco che tu puoi tutto, e che nulla può impedirti d’eseguire un tuo disegno. |
| 3 Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?... Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; son cose per me troppo maravigliose ed io non le conosco. |
| 4 Deh, ascoltami, io parlerò; io ti farò delle domande e tu insegnami! |
| 5 Il mio orecchio avea sentito parlar di te ma ora l’occhio mio t’ha veduto. |
| 6 Perciò mi ritratto, mi pento sulla polvere e sulla cenere. |
| 7 Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l’Eterno disse a Elifaz di Teman: ‘L’ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe. |
| 8 Ora dunque prendetevi sette tori e sette montoni, venite a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; ed io avrò riguardo a lui per non punir la vostra follia; poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe’. |
| 9 Elifaz di Teman e Bildad di Suach e Tsofar di Naama se ne andarono e fecero come l’Eterno aveva loro ordinato; e l’Eterno ebbe riguardo a Giobbe. |
| 10 E quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l’Eterno lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. |
| 11 Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, gli fecero le loro condoglianze e lo consolarono di tutti i mali che l’Eterno gli avea fatto cadere addosso; e ognuno d’essi gli dette un pezzo d’argento e un anello d’oro. |
| 12 E l’Eterno benedì gli ultimi anni di Giobbe più de’ primi; ed ei s’ebbe quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di bovi e mille asine. |
| 13 E s’ebbe pure sette figliuoli e tre figliuole; |
| 14 e chiamò la prima, Colomba; la seconda, Cassia; la terza, Cornustibia. |
| 15 E in tutto il paese non c’eran donne così belle come le figliuole di Giobbe; e il padre assegnò loro una eredità tra i loro fratelli. |
| 16 Giobbe, dopo questo, visse centoquarant’anni, e vide i suoi figliuoli e i figliuoli dei suoi figliuoli, fino alla quarta generazione. |
| 17 Poi Giobbe morì vecchio e sazio di giorni. |